Nato: l’Afghanistan non avrà più alcun sostegno. E Di Maio prende le distanze da Conte

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg
EPA/Francisco Seco / POOL

BRUXELLES – Niente più aiuti all’Afghanistan. La dichiarazione dei ministri degli esteri della Nato è netta: «Nelle circostanze attuali- si legge nel documento – la Nato ha sospeso ogni sostegno alle autorità afghane. Qualsiasi futuro governo afghano deve aderire agli obblighi internazionali dell’Afghanistan; salvaguardare i diritti umani di tutti gli afghani, in particolare donne, bambini e minoranze; sostenere lo stato di diritto; consentire il libero accesso umanitario; e garantire che l’Afghanistan non serva mai più come rifugio sicuro per i terroristi».

«Nord America e Europa – ha detto ancora Stoltemberg – devono continuare a stare uniti nella Nato. La situazione in corso in Afghanistan non cambia questo. Con lo spostamento globale dei poteri, le azioni aggressive della Russia e l’ascesa della Cina è ancora più importante mantenere un legame transatlantico forte».

Nonostante l’ipotesi di dialogo con i Talebani, avanzata dal leader grillino Antonio Conte, il ministro degli esteri italiano, Luigi Di Maio, indirettamente ha preso le distanze dalle dichiarazione dell’ex premier, con frasi decise in direzione opposta: «La gravità della situazione attuale è chiara a tutti. È fondamentale – ha aggiunto Di Maio – che l’aeroporto continui a funzionare per tutto il tempo necessario, e in questo senso permettetemi di ringraziare Tony Blinken, che ho sentito nei giorni scorsi, e i nostri alleati statunitensi per il loro ruolo decisivo. La nostra priorità principale ora è la protezione dei civili. Dobbiamo fare del nostro meglio – ha evidenziato il titolare della Farnesina – affinché i diritti fondamentali, in particolare delle donne, delle ragazze e delle minoranze, per i quali ci siamo battuti, non vengano annullati. Lo dobbiamo ai tanti che hanno sacrificato le loro vite e al nostro investimento collettivo sul futuro di questo Paese. Non voltiamo le spalle all’Afghanistan. Chi detiene adesso il comando in Afghanistan deve capire che lo terremo d’occhio e lo considereremo responsabile, usando tutta la nostra leva economica, compresi i finanziamenti. Stiamo seguendo da vicino le discussioni sul futuro governo e il nostro impegno sarà subordinato a ciò che fanno i Talebani, non a ciò che dicono».