Kabul come l’inferno. L’Italia salva 300 persone nella notte. Ma ora siamo tutti a rischio

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Un C-130 dell’aeronautica militare italiana ha rischiato di essere abbattuto all’aeroporto di Kabul. E in questa notte, fra giovedì 26 e venerdì 27 agosto 2021, è in corso un’operazione per portare a Roma, in salvo, almeno altre 300 persone. Dopo che  4.600 sono state evacuate con i ponti aerei di questi giorni: nonostante i pericoli, gli spari, le minacce, gli ultimatum. Ma il rischio è di essere solo all’inizio. Il ventesimo anniverario della strage delle Torri gemelle non è solo un lontano ricordo, ma evoca qualcosa che può accadere di nuovo. Partendo dallo stesso posto. L’Afghanistan non è una nazione: l’hannno trasformata nell’inferno.

Joe Biden, che doveva essere il presidente americano saggio, esperto, profondo conoscitore degli scenari internazionali, si è rivelato un dilettante allo sbaraglio. Ha deciso da solo? I consiglieri della Casa Bianca dov’erano? Una mossa sbagliata degli Stati Uniti provoca disastri. Il frettoloso disimpegno senza condizioni precise,  sta avendo conseguenze devastanti: costa la vita a migliaia di persone, la libertà a un intero popolo e provoca òa ritirata ignominiosa di tutto l’Occidente democratico.

Fino a ieri, 26 agosto 2021, c’era chi s’illudeva, come l’ex premier nostrano, Giuseppe Conte, di poter dialogare con i Talebani. E anche in Toscana, qualche esponente del Pd arrivava a giudicare tollerabile (salvo poi fare tardiva retromarcia) il regime degli studenti coranici. Con la strage dell’aeroporto ci siamo resi conto che aa Kabul è guerra di tutti contro tutti e non esiste qualcuno in grado di garantire pace e sicurezza. Come già avvenuto in Libia, in Somalia e in altri zone caldissime. L’Isis ha messo il suo sigillo sull’attentato attraverso il gruppo K. E chissaà quanti altri gruppi e qquante altre sigle minacciano l’Afghanistan e poi l’Occidente.

L’Italia aveva messo in guardia da giorni sulla possibilità di attentati. L’ha confermato il titolare della Difesa, Lorenzo Guerini, durante la riunione del Consiglio dei ministri: aggiungendo che nessun militare italiano è stato coinvolto negli spari e nel agno di sangue dell’aeroporto di Kabul. Il ministro, inoltre, ha fornito un aggiornamento sulla situazione attuale in Afghanistan e il contesto di sicurezza della Task Force che sta continuando con le operazioni di evacuazione in perfetta sinergia con gli Esteri e i Servizi di informazione.

Nella notte, come detto, saranna portate in salvo altre 300 persone. L’impegno eccezionale delle Forze Armate italiane ha permesso di mettere in sicurezza oltre 4600 afghani. Ma una volta lasciata Kabul, e abbandonato sl suo destino un popolo martoriato, con le donne che devono nascondersi senza aver nemmeno la possibilità d’intonare una canzone (i Talebani hanno messo al bando anche la musica), non dobbiamo illuderci di essere al sicuro. Il pericolo attentati è reale. Ovunque. Non abbiamo esportato la democrazia in Afghanistan. Da Kabul rischiamo d’importare la guerra. E’ una situazione difficilissima, che andrà gestita con saggia determinazione.