Strage a Kabul: 72 morti. Uccisi 12 marines. L’Isis K dietro l’attentato. Italia: domani ultimo ponte aereo

(Photo by Wakil KOHSAR / AFP)

KABUL – Il bilancio dell’attacco suicida all’aeroporto di Kabul assume dimensioni sempre più drammatiche. Sarebbero 72 i morti e 140 i feriti che sono stati trasferiti agli ospedali: il 60% dei feriti sarebbe in condizioni gravi. Uccisi anche 12 marines. Lo scrive su Twitter un reporter del New York Times a Kabul Fahim Abed. Il primo indiziato del sanguinoso attentato a Kabul è il gruppo terroristico Isis-K, spin-off dello Stato islamico nato nel 2015 per volere dell’ex leader Abu Bakr al-Baghdadi con l’intenzione di portare la jihad più ad est, nella regione del Khorasan (da cui la K nel nome), che copre l’Afghanistan, il Pakistan e alcune aree dell’Asia centrale

Olivier Roy, il sociologo francese esperto di Islam, dice che l’attentato a Kabul non sorprende, l’Isis è il nemico numero uno dei Talebani. Loro hanno l’obbligo (anche di fronte a Russia e Cina) di combattere le cellule terroristiche, vogliono il monopolio e non esporteranno l’Emirato islamico.

«È perfettamente normale che ci sia l’Isis dietro l’attentato. Perché l’Isis è il nemico numero uno dei Talebani». Olivier Roy non ha dubbi, né si dice sorpreso. I due attacchi suicidi che hanno causato un numero indefinito di vittime fuori dall’aeroporto Hamid Karzai di Kabul sono la naturale conseguenza di un’inimicizia che presto si trasformerà in guerriglia, spiega il sociologo francese, fra i massimi esperti di terrorismo al mondo.

E ancora: «Lo Stato islamico d’ora in poi sarà il principale problema per l’Emirato dei talebani. Che, qualcuno dimentica, non sono terroristi, sono afgani. E per sopravvivere al potere, per ottenere i fondi internazionali, hanno bisogno di dichiarare guerra, almeno formalmente, al terrorismo internazionale. È uno dei primi impegni che hanno preso dopo la conquista di Kabul – nota Roy – così, paradossalmente, su questo fronte siamo dalla stessa parte. Non possono permettere che sul territorio afgano si creino zone di proliferazione terroristica, specie di cellule Isis. E non lo hanno promesso solo all’Occidente». Già, perché fin dalle prime interlocuzioni diplomatiche con gli studenti coranici tornati al potere Russia e Cina hanno chiarito subito la tolleranza zero verso le oasi di terrorismo in Afghanistan, spiega il professore, «la normalizzazione non è un’opzione per i talebani, è un obbligo».

Si concluderà domani, 27 agosto 2021, il ponte aereo organizzato dalla Difesa per portare in Italia i profughi afghani: secondo quanto appreso dall’ANSA, l’ultimo volo da Kabul dovrebbe decollare all’alba alla volta di Kuwait City, da dove gli evacuati verranno poi trasferiti all’aeroporto di Roma Fiumicino.