Strage di Kabul: oltre 100 morti. 13 marines uccisi. Ora si temono autobomba e razzi

EPA/STRINGER

KABUL – Il conto delle vittime non finisce: e supera il numero 100. Il bilancio degli attentati all’aeroporto di Kabul si fa, di ora in ora, terrificante:li attentati di ieri all’aeroporto di Kabul:  le vittime sono 13 soldati americani già accertati e almeno 90 cittadini afghani. E si teme che ci possa essere dell’altro. Le forze statunitensi si preparano a nuovi attacchi terroristici da parte dell’Isis, che potrebbero includere l’uso di autobomba e razzi contro l’aeroporto di Kabul mentre continuano le operazioni di evacuazione americane: lo ha detto il capo del comando centrale, Kenneth McKenzie. «Crediamo che vogliano continuare quegli attacchi e ci aspettiamo che quegli attacchi continuino», ha sottolineato McKenzie, riferendosi all’Isis, secondo quanto riporta il Washington Post.

Secondo le ricostruzioni, si è trattato di un attacco complesso nella zona dell’Abbey Gate, area controllata dalle truppe Usa e britanniche dove, in quel momento, erano ammassate almeno 5.000 persone in attesa di conoscere il proprio destino. La prima esplosione è stata opera di un kamikaze che si è fatto saltare in aria fuori dal Baron Hotel, che in questi giorni è diventato la base di giornalisti e truppe del Regno Unito.

Quindi un altro kamikaze, o un’autobomba secondo altre fonti, più vicino al gate, in prossimità di un canale fognario diventato la terrificante sala d’attesa di migliaia di disperati. Lì centinaia di famiglie aspettano un cenno dai militari. Da lì i soldati si affacciano per tirar su quelli che ce l’hanno fatta e saranno imbarcati sui voli verso una nuova vita. Lì gli attentatori hanno colpito. In serata, l’Isis ha rivendicato gli attacchi, pubblicando anche la foto di uno dei kamikaze, secondo quanto riferisce il Site.  Tra i 13 militari americani che hanno perso la vita ci sarebbe anche un medico della Marina. Mentre a parlare di bambini tra le vittime sono stati i Talebani. Da parte loro, i medici dell’ospedale di Emergency a Kabul hanno riferito di dieci persone arrivate morte nella loro struttura e oltre 60 ricoverati.

Il racconto dei testimoni nella capitale afghana è agghiacciante. Cumuli di cadaveri, brandelli di corpi nel canale ricoperto di sangue. Un ex interprete dei marines Usa ha raccontato di aver visto morire tra le sue braccia una bambina di 5 anni. Le immagini e i video circolati sui social media mostrano feriti trasportati a bordo di carriole sgangherate con l’incessante ululato delle ambulanze in sottofondo.

Nessun italiano è stato coinvolto nell’attentato poiché le esplosioni sono avvenute in un’area distante da dove stanno operando i nostri militari con il personale dell’ambasciata rimasto sul campo. Poco prima che scoppiasse l’inferno, un C-130 italiano con a bordo anche alcuni giornalisti era decollato tra i proiettili: erano di una mitragliatrice afghana che sparava in aria per disperdere la folla che pressava verso il gate dell’aeroporto ma a bordo si sono vissuti attimi di terrore.

Fin da subito gli Usa e i britannici sono stati certi che l’attacco sia stato opera dell’Isis-K, lo Stato Islamico della provincia afghana del Khorasan, il gruppo affiliato all’Isis nemico di Al Qaida e dei talebani. Loro, i nuovi padroni dell’Afghanistan, hanno condannato l’attacco scaricando la responsabilità sugli Stati Uniti: E’ avvenuto in una zona dove la sicurezza è nelle mani delle forze statunitensi, ha detto il portavoce Zabihullah Mujahid, assicurando che i talebani stanno prestando molta attenzione alla sicurezza e alla protezione della loro gente e che i nemici saranno fermati. Ma il rischio di altri attentati nei prossimi giorni è concreto e già in serata si è udita un’altra forte esplosione a Kabul. Non è chiaro come tutto questo condizionerà le operazioni di esfiltrazione ancora in corso.

Il premier britannico Boris Johnson, dopo una riunione del comitato d’emergenza Cobra, ha assicurato che l’evacuazione proseguirà come previsto. Anche il presidente francese Emmanuel Macron, pur riconoscendo che le prossime ore saranno estremamente rischiose, ha garantito che le evacuazioni continueranno fino al 31. Altri Paesi, come il Canada e la Germania, hanno già lasciato l’Afghanistan. Domani si concluderà anche il ponte aereo italiano con la partenza dell’ultimo C-130 da Kabul.