Scuola senza pace, migliaia di ricorsi contro il ministero, non solo per il green pass

Il mondo della scuola è in subbuglio e tutte le categorie sono contro il ministro Bianchi e il ministero per i vari obblighi che hanno posto e intendono porre nei confronti di dirigenti scolastici e dipendenti. Per esempio in tema di green pass e controlli il ministro si è spinto ad affermare che chi non sarà in regola sarà sospeso dal lavoro e dallo stipendio. Affermazione contestata da tutto il personale.

Si va dunque verso un nuovo inizio problematico di un nuovo anno scolastico, il secondo, che metterebbe in grave crisi i ragazzi, già provati dall’esperienza della dad del 2020 -. 2021.

E ovviamente anche i sindacati affilano le armi. C’è molto contrasto tra il personale, tra chi ha avuto il green pass e chi non lo ha avuto, per un obbligo che anche il sindacato dei dirigenti scolastici non ritiene congruo“, afferma il leader del sindacato Udir, Marcello Pacifico. .

“Abbiamo presentato un ricorso, le cu adesioni sono ancora aperte – ricorda Pacifico – per i dirigenti scolastici che non hanno il green pass e saranno obbligati ad esibirlo, secondo quanto indicato dalla circolare e dal parere tecnico, che impone l’obbligo per chiunque abbia a che fare con la scuola. Noi siamo convinti che anche i dirigenti scolastici debbano avere il diritto di scelta contro un obbligo che va contro l’Europa”.

“Non sono solo queste le iniziative legali che stiamo portando avanti per i dirigenti scolastici. Ricordiamo quella importantissima contro i tagli effettuati al FUN, che noi riteniamo illegittimi, contro i quali sono stati già depositati dei ricorsi, almeno per il primo FUN 16-17 ed ora stiamo pensando di impugnare anche il decreto che determina le risorse per il secondo FUN 17-18″, afferma il Presidente di UDIR, aggiungendo “è ancora possibile intervenire per poter recuperare almeno 5 mila euro all’anno, che sono stati decurtati dal 2016 ai dirigenti scolastici per una sottrazione di risorse da parte del MEF”.

“Ricordiamo, infine, che è ancora attiva l’adesione a quei ricorsi per sbloccare le 400 sedi di presidenza, che eravamo riusciti a far ottenere per le sedi normo-dimensionate, grazie a degli emendamenti presentati in Parlamento, ma per mancanza di risorse non sono state assegnate ai dirigenti scolastici e sono state date in reggenza”.

“Riteniamo che, in questa fase ancora più grave della pandemia, sia necessario che ogni dirigente scolastico stia nella propria sede e non vada a reggere altre sedi. E’ quindi importante – conclude Pacifico – sbloccare queste 400 sedi e chi è interessato può aderire all’azione legale. Ancora una volta UDIR si conferma interprete della dirigenza scolastica”.

Come si può notare molte ombre si affollano ancora a pochi giorni dall’inizio dell’anni scolastico, sul quale grava inoltre l’incertezza della regolamentazione dei trasporti, da parte di governo e regioni. La famiglie e gli studenti, i dipendenti della scuola e i professori e dirigenti scolastici vorrebbero avere notizie certe, nel caos imperante dei governi centrali e locali.