Ruby ter: il tribunale di Milano vuole processare comunque Berlusconi e nomina un comitato di periti per verificarne le condizioni di salute

ANSA/ALESSANDRO DI MEO ÂNSA POOL

MILANO . Continua l’azione della magistratura milanese contro Silvio Berlusconi,. Evidentemente la sua virata verso il Pd ancora non serve a molto. Serve una perizia medico legale sulle condizione di salute di Silvio Berlusconi per poter prendere una decisione motivata e ragionata sul processo Ruby ter. Lo ha deciso il collegio della settima sezione penale di Milano presieduto da Marco Tremolada.

Il processo è stato rinviato al 15 settembre per conferire l’incarico ai periti. Noi vorremmo indicare un cardiologo e uno psichiatra” come periti, ha spiegato alle parti il presidente Tremolada. Per i giudici è indispensabile un accertamento peritale tecnico per poter prendere una decisione motivata e ragionata, allo stato non adottabile seguendo solo le massime di esperienza. Da qui il rinvio del processo al 15 settembre nel pomeriggio per il conferimento dell’incarico a un collegio peritale. Un giudizio questo logico nel quadro del processo.

Più severo e pungente l’intervento della pm che ha sostanzialmente smentito e quasi deriso le ragioni addotte dalla difesa per il rinvio. «Quello di Silvio Berlusconi è un quadro di malattia di vecchiaia, costellato da patologie compatibili con la vecchiaia, il quadro di uomo vecchio che nel corso della sua vita ha avuto tante patologie, un uomo molto vecchio, ripeto, con tante piccole fastidiose patologie, ma che se non fosse supportato da una serie di medici infinita e di avvocati sarebbe qui a farsi il processo».

Lo ha detto il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano nel processo milanese sul caso Ruby ter spiegando che, anche sulla base delle relazioni mediche presentate dalla difesa, «questo quadro non è tale da costringere 50 persone a rinviare il processo». Nel suo lungo intervento l’aggiunto Siciliano ha spiegato che la Procura «si è fidata delle precedenti relazioni mediche, quelle depositate dalla difesa a fine maggio e che avevano portato ad un rinvio del processo di tre mesi e mezzo, che descrivevano pure una gravissima situazione psicologica legata ad una patologia depressiva. Poi, però è arrivata l’estate e con la soddisfazione di un essere umano che guarda un altro essere umano stare meglio, l’abbiamo visto migliorare».

In pratica, per i pm «se la condizione clinica indicata nelle relazioni presentate dalla difesa a maggio era estremamente seria, tanto che ci aveva fatto chiedere la separazione delle posizioni processuali, quella che emerge dalle ultime certificazioni non è così grave. In questa grande consulenza, ossia quella del pool di medici che segue Berlusconi, tra cui anche uno psichiatra e un neuropsicologo, c’è un convitato di pietra, ossia quella che è la condizione invalidante tale da portare ad un rinvio del processo. E, dopo aver elencato una per una tutte le patologie di cui soffre il Cavaliere, tra cui la fibrillazione atriale ma anche gotta e diabete, e gli interventi subiti negli anni e dopo aver ripetuto che è il quadro di un uomo vecchio con patologie di vecchiaia, Siciliano ha chiarito che alla difesa è stato anche prospettata la possibilità che l’ex premier si collegasse da remoto da casa per le udienze, ma tutte queste nostre proposte sono state respinte. E ancora: Berlusconi può fruire delle migliori cure che la nostra medicina può offrire».

In sintesi, se al posto di Berlusconi ci fosse stato qualcun altro la procura gli avrebbe offerto ponti d’or, questa ormai è la giustizia italiana.

Poco prima l’avvocato Cecconi illustrando l’istanza di rinvio aveva chiarito che nel periodo estivo c’era stato un moderato miglioramento del quadro clinico e psichico rappresentato ad aprile, ma poi ci sono stati importanti episodi di recrudescenza su una serie di situazioni, su un quadro di ‘long covid’ aggravato da patologie esistenti e in parte sopravvenute, soprattutto negli ultimi 20 giorni. E ha chiarito che nelle relazioni non viene indicato un termine ragionevole entro il quale poter avere un possibile miglioramento delle condizioni di salute.