Fedez contro Conte: artisti in rivolta per le piazze piene dei politici

Il leader del M5s, Giuseppe Conte nel Foggiano a San Nicandro Garganico, Cerignola, Melfi, 19 settembre 2021.
ANSA/Facebook Giuseppe Conte

MILANO – «Uno schiaffo in faccia per intere famiglie che per voi evidentemente sono inesistenti»: non sono andate giù a Fedez le immagini del tour elettorale del presidente M5s Giuseppe Conte, che ritraggono l’ex premier in una piazza gremita a Cosenza. Con una serie di stories su Instagram, in cui non usa mezzi termini, il rapper ha guidato la rivolta di altri artisti, molti dei quali stanno rinunciando alle esibizioni live in attesa che il governo aumenti i limiti di capienza per gli show.

«Quando parliamo di concerti e di spettacoli non stiamo parlando di stronzate di poco conto ma parliamo di più di 200mila lavoratori falcidiati da due anni di immobilità quasi totale e politiche assente. C’è un intero settore in ginocchio da due anni, dimenticato da tutti. Il Green Pass è lo strumento per tornare alla normalità, ma non per loro. Con la certificazione perché non riaprire alla capacità massima dei concerti?. E se da una parte il ministero dei Beni Culturali e il Governo non fanno nulla, dall’altra veniamo deliziati da queste immagini festose che rappresentano un vero e proprio schiaffo in faccia per intere famiglie che per voi evidentemente sono inesistenti».

La risposta dell’ex premier è arrivata sempre via Instagram: «Buongiorno Fedez, mi rivolgo a te e agli artisti che, come te, in queste ore state lamentando le restrizioni per la cultura e lo spettacolo, mentre invece gli incontri della politica avvengono con piazze gremite di gente. Non va bene e infatti sono quattro o cinque giorni che lo sto dicendo in tanti punti stampa. Dobbiamo ripartire tutti insieme e la filiera della cultura, dello spettacolo ma anche degli eventi sportivi che ha tanto sofferto, deve poter ripartire. Non va bene portare la capienza all’80%, dobbiamo portarla al 100%. Dobbiamo ripartire forti, dobbiamo ripartire tutti insieme».