Av Firenze: Comitato No tunnel tav presenta esposto in procura

Il Comitato No Tunnel Tav ha proposto oggi il progetto alternativo per salvaguardare la posizione dei lavoratori dei cantieri dell'Alta Velocità che rischiano il licenziamento

FIRENZE – In merito alla vicenda contestata del tunnel alta velocità che dovrebbe sottoattraversare la città abbiamo ricevuto un comunicato del Comitato No Tunnel TAV di Firenze, che ha presentato un documentato esposto alla Procura della repubblica  in merito al Nuovo Progetto dell’Alta Velocità. Ecco il testo del comunicato:

«Contrasto con la normativa vigente, assenza della figura del “general contractor”, assenza della Valutazione di impatto ambientale, persistenza dei rischi per ambiente e patrimonio monumentale ed edilizio, incertezze nella caratterizzazione delle terre di scavo, mancanza dell’Osservatorio Ambientale, sono questi i motivi principali per cui il Comitato No Tunnel TAV di Firenze ha consegnato alla Procura un esposto sulle anomalie riscontrate nella vicenda del Passante AV, il cosiddetto sottoattraversamento TAV.
Pochi mesi fa le forti pressioni della politica toscana hanno spinto le Ferrovie dello Stato a riprendere i lavori che sono limitati allo scavo nel camerone della stazione ai Macelli; lavori che comunque sono subito rallentati poiché non è pronto nemmeno il progetto aggiornato alle modifiche volute; come sia possibile che i lavori procedano senza il relativo progetto è cosa che si spera la Procura accerti.
I motivi che hanno spinto il Comitato a stilare un elenco di stranezze e anomalie per la Procura è che ormai, dopo oltre venti anni, questo progetto non solo ha molti problemi, ma adesso si è dimostrato obsoleto, pieno di questioni non risolte, non razionale e assurdamente sovradimensionato; questa irrazionalità, accanto alla testarda volontà di perseverare negli errori già commessi, non è spiegabile con motivi trasportistici, per cui è presumibile ci siano accordi e motivi non dichiarati che probabilmente nascondono fatti che potrebbero avere rilevanza penale. Certamente ci sono aspetti amministrativi  non corretti.
I temi principali su cui è stata richiamata l’attenzione della Procura sono:
Contrasto con la normativa vigente. Con l’assunzione da parte delle FSI della realizzazione diretta dei lavori viene a mancare la figura del “general contractor”, figura giuridica estremamente ambigua, ma prevista dalla normativa sotto cui ricade la realizzazione del Passante (legge obiettivo)
Dal motivo precedente ne deriva che mancano soggetti titolati ed abilitati a realizzare i lavori; Infrarail, la società creata ad hoc, è una s.r.l. dal capitale di 5,5 milioni di euro che non ha alcuna struttura necessaria ad una impresa di costruzioni.
Ancora è assente la VIA (valutazione di impatto ambientale) per la stazione ai Macelli, per di più si è deciso di non sottoporre il progetto a VIA nemmeno dopo le radicali modifiche previste per realizzare una stazione di autobus
Il perseverare nella negazione della VIA suddetta potrebbe celare il reato di falso in atto pubblico
Permangono i rischi per ambiente e patrimonio monumentale ed edilizio denunciati da tempo senza che si siano presi provvedimenti idonei; addirittura si sarebbe deciso di “abbassare cautelativamente, di una classe, il livello di rischio programmato come sopportabile nelle operazioni di scavo. E per la Fortezza medicea di San Giovanni (‘da Basso’), che vedrà due suoi bastioni sottoattraversati, è stato previsto un livello di rischio pari a zero”. Come ciò sia possibile non è per niente chiaro.
Il problema delle terre di scavo è stato l’ostacolo principale per la realizzazione dell’opera e si è ricorso più volte a modificare la normativa per poter realizzare lo scavo, ma ancora ci sono molte incertezze nella caratterizzazione delle terre che comunque andrà fatta lotto per lotto. Quel che non è previsto nel programma è la caratterizzazione delle terre prima del loro trasporto a destinazione. Viste le troppe esperienze passate e anche recenti (oggi il keu, ma anche le terre inquinate TAV che finirono in Mugello) con le terre di scavo ci sono da temere nuove irregolarità e reati ambientali.
Al momento, nonostante la ripresa dei lavori è ancora mancante l’Osservatorio Ambientale che dovrebbe per lo meno monitorare che i lavori si svolgano regolarmente. Questo organo, previsto dagli accordi non si è ancora insediato (anche il sito è bloccato dal 2015), non viene fatto alcun monitoraggio ambientale e non viene controllato che i lavori rispettino le prescrizioni emanate. La gravità del fatto appare evidente.
Un altro aspetto importante sono le compensazioni legate alla ripresa dei lavori del Passante. A parte la vergogna politica e morale di legare eventuali lavori utili per i territori alla realizzazione di un progetto sbagliato e pericoloso, si teme ci siano state forti pressioni della politica toscana per una ripresa dei lavori. Queste forti pressioni potrebbero avere connotati di interesse per la Procura.

Comitato No Tunnel TAV Firenze»

In precedenza lo stesso Comitato aveva pubblicato il seguente comunicato in merito alle iniziative dei politici locali: «Il Comitato No Tunnel TAV legge con fiacca rassegnazione le dichiarazioni di Nardella e Giani sul Passante TAV in cui si invita a “fare presto”. Una frase che riecheggia da almeno 25 anni nei corridoi, nei comunicati e nelle frasi dei politici toscani che hanno voluto e vogliono questo progetto così sbagliato e fasullo.
Fare presto lo diceva l’allora sindaco Primicerio quando ingoiò il rospo di questo progetto faraonico e inutile; hanno continuato il sindaco Leonardo Domenici, i presidenti della Regione Claudio Martini ed Enrico Rossi seguiti oggi nella stessa litania da Eugenio Giani e Dario Nardella. Il coro ebbe interessanti eco nell’allora ministro dell’ambiente Altero Matteoli che rassicurò tutti con la famosa frase “faremo presto e bene”. Poi vennero le inchieste della magistratura a dirci che “presto e bene” si erano inserite nei lavori camorra e ‘ndrangheta, che il “far bene” era farlocco come la fresa taroccata montata a Campo di Marte mentre i marioli dettavano legge dai cantieri ai ministeri…
Una storia lunga, purtroppo dimenticata da molti, ma non dal gruppo del Comitato che ricorda ancora, per l’ennesima volta, che si potrebbe risistemare e potenziare il nodo fiorentino in pochi anni, con poca spesa, più razionalmente, senza pericoli per falda e edifici.
Assistiamo ora all’ennesimo pellegrinaggio della politica toscana a Roma, nei ministeri che contano, a recitare lo stesso copione di fare presto e bene un’opera di cui nessuno sente il bisogno… Nessuno pare ricordare il vecchio adagio presto e bene non vanno insieme».

Un macigno non da poco sulle iniziative dei politici locali che spingono per il compimento dell’opera. Vedremo gli sviluppi, che seguiremo con attenzione.