Roma: manifestazione di Cgil e partiti di sinistra contro il fascismo. Potrebbe violare silenzio elettorale

ROMA – No ai fascismi e alla violenza, sì al lavoro, alla sicurezza, ai diritti. Cgil, Cisl e Uil, e con loro il centrosinistra, si preparano a scendere in piazza per quella che si attendono essere una grande manifestazione democratica e antifascista. Una manifestazione che potrebbe violare il silenzio elettorale (domani 17 si vota per i ballottaggi di importanti comuni), anche se i promotori (sindacati e partiti di sinistra) lo negano. Attese 50.000 persone a Roma (dove si vota domani) in Piazza San Giovanni. Proteste del centrodestra, che non sarà presente.

Decine le adesioni di associazioni, movimenti e partiti, da Pd a M5s e Leu, Azione, Sinistra italiana, Rifondazione comunista, Europa verde. Attesi in piazza, tra gli altri, il segretario del Pd Enrico Letta e il leader del M5s, Giuseppe Conte. Dal palco prenderanno la parola i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

Il giorno dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori, sia nel settore pubblico che privato, e alla vigilia del ritorno alle urne per i ballottaggi per la scelta del sindaco, tra cui Roma e Torino, per i sindacati ma anche per il centrosinistra quella di oggi non vuole però essere una manifestazione politica. Lo rimarca lo stesso numero uno della Cgil, Maurizio Landini, respingendo l’accusa di volersi in alcun modo “intromettere” nelle elezioni.

Dopo l’attacco di sabato scorso, ripete, c’era bisogno di “una risposta immediata”. Per respingere la violenza fascista e unirsi attorno ai principi e ai valori della Costituzione e al lavoro. “Saremo in piazza non con simboli di partito ma con il tricolore”, aveva preannunciato Letta. Ad una partecipazione ampia di tutte le forze politiche aveva subito richiamato anche Conte. Il centrodestra, invece, non ci sarà, appellandosi anche al rispetto del silenzio elettorale, come ripetuto dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che respinge “il tentativo di scaricare le responsabilità all’unica opposizione”. “La piazza sarà di parte”, attacca il segretario della Lega, Matteo Salvini: “Ora bisogna parlare a tutti, contro gli estremisti, senza andare alla guerra”. Nei giorni scorsi Forza Italia aveva fatto sapere che avrebbe partecipato se fosse stata spostata la data.