Decreto green pass: il 18 ottobre 2 milioni di lavoratori a casa per mancanza tamponi

ROMA – Secondo la nostra Costituzione (art. 1, quello più importante) l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. In teoria perché le regole approvate e applicate dal Governo, e fatte eseguire con la forza dalla squadra Draghi, Speranza, Lamorgese, Figliuolo, da lunedì 18 impediranno a 2 milioni di Italiani di recarsi al lavoro. Mancano i tamponi per la disorganizzazione governativa, e poi ci si lamentava di Arcuri.

Lunedì prossimo 2 milioni di lavoratori rimarranno a casa perché impossibilitati a farsi il tampone per avere il Green pass. Secondo le stime del Governo sarebbero 3 mln i lavoratori senza il certificato verde, il 13% degli occupati in Italia. Persone che per accedere al posto di lavoro entro fine anno dovranno fare ogni 2 giorni il tampone per avere il green pass. Attualmente l’offerta è molto inferiore: ieri, ad esempio, sono stati fatti 506 mila tamponi.

Ipotizzando un aumento della produttività da parte delle farmacie e delle strutture dedicate a fare questi test, dopodomani il numero complessivo potrebbe salire fino a 700 mila che sommati alle oltre 300 mila persone che per ragioni di salute non sono obbligate al possesso della certificazione, rimarrebbero senza pass in 2 mln.

La regione più no vax è la Sicilia (24,3%) con 625.565 non vaccinati. Poi la Calabria (23,4%,226.745), la Provincia Autonoma di Bolzano (22,7%, 63.570), la Valle d’ Aosta (21%,13.017) e le Marche (20,4%,156.724). Le regioni più virtuose, invece, sono: Lombardia (14,3% i non vaccinati), Lazio (14,2%) e Toscana (13,8%).

Tra le 4 macro aree del Paese è il Sud con il più alto numero di non vaccinati (2.143.769, il 20% del totale della popolazione tra i 20 e i 59 anni). In Italia, infine, i no vax in età lavorativa sono 5.432.118, pari al 17,4% della coorte 20-59 anni.