Cisl, pensioni: Sbarra lancia la pensione di garanzia per i giovani, penalizzati dal sistema attuale

Il segretario della CISL Luigi Sbarra
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

ROMA – Due giorni fa dalla piazza ci sono state parole per l’unità sindacale. Figurarsi se Cisl è contraria, ma dobbiamo fare chiarezza su contenuti e metodo da esercitare come rappresentanza. Come sul modello di sindacato che serve a questo Paese. Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, dal palco della manifestazione Per lo sviluppo, il lavoro, la coesione. La responsabilità in piazza. Poi il sentito ringraziamento al Capo dello Stato: Le giunga, presidente Mattarella, da questa piazza il più sincero grazie per tutto quello che ha fatto e ancora farà per il bene dell’Italia.

Parole a cui è seguito un lungo applauso da parte tutti i presenti alla manifestazione. «La marcia verso il nuovo va orientata con la bussola della concordia e della corresponsabilità. Noi oggi vogliamo lanciare questa sfida. E diciamo al Governo, alle controparti pubbliche e private e anche a Cgil e Uil che questo è il tempo di esserci per cambiare. Di negoziare crescita, lavoro, contrasto alle disuguaglianze, lotta alla povertà – ha proseguito il leader della Cisl – ecco perché oggi siamo qui. Per promuovere un metodo e un percorso che ha un traguardo strategico per tutti: un nuovo e moderno Patto per il lavoro, la crescita e la coesione. Un grande Accordo che dia protagonismo sociale alle strategie di ripartenza, che contrasti i divari tenendo dentro chi ha più bisogno, dando nuove opportunità a chi perde il lavoro, o ne rimane ai margini, ai giovani e alle donne, ad anziani e migranti.

Morti sul lavoro sono indegne per un paese civile Sbarra parlando della piaga delle morti sul lavoro sottolinea: “Cento lavoratori perdono la vita ogni mese, una strage indegna di un Paese civile. A Torino sono morti operai per il crollo di una gru. Le norme che abbiamo conquistato sono solo primi passi

Sul fronte delle pensioni infine il segretario della Cisl dice: «Noi vogliamo affermare il principio che le pensioni non possono essere considerate solo un costo economico, bisogna smetterla con la retorica che le pensioni sono un lusso, una regalia. La previdenza è un diritto fondamentale. Chiediamo al governo che si pronunci sulla riforma della legge Fornero e che introduca la flessibilità in uscita a partire da 62 anni conquistando il principio che 41 anni di contributi bastano per godersi il sacrosanto diritto alla pensione. Una pensione di garanzia per i giovani intrappolati nel combinato disposto di un contributivo puro e di carriere lavorative precarie e discontinue; interventi sulle donne a cui garantire il principio di un anno di contributi in più per ogni figlio per dare valore alla maternità e alla famiglia”. Dobbiamo rendere strutturale l’Ape sociale allargandola ad altri lavori usuranti e gravosi. Dobbiamo incentivare, infine, l’adesione alla previdenza complementare e allargare il perimetro della quattordicesima per i pensionati»