Quirinale: Enrico Letta, presidente super partes, destra non ha alcuna priorità nella scelta

Il Segretario del PD Enrico Letta .ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

ROMA – «Non c’è nessun diritto di precedenza che il centrodestra può vantare nell’indicare il presidente della Repubblica: si è confuso un atteggiamento rispettoso da parte nostra con un diritto che non c’è, non è che il centrodestra debba semplicemente valutare l’equilibrio migliore al suo interno. Sarebbe una scelta profondamente sbagliata come è sbagliata la logica dello scoiattolo di cercare voti in una dinamica che non è quella del tempo che stiamo vivendo. In Parlamento nessuno ha la maggioranza, ognuno deve considerare l’essere minoranza con responsabilità, che è l’atteggiamento con cui ci muoviamo». Lo dice al Pd Enrico Letta aprendo la direzione Pd  sottolineando che la presidenza della Repubblica non è di proprietà del centrodestra. Osserviamo però che i partiti non potrebbero porre veti preventivi a candidati sgraditi, che potrebbero essere eletti dopo aver ricercato e ottenuto la maggioranza necessaria. Il problema vero? Il Pd, con cwentrosinistra annesso, stavolta non a un candidato su cui puntare. Cerca compromessi. Ma non può negare a Berlusconi di poter ambire al Colle.

«Responsabilità è l’atteggiamento col quale ci stiamo muovendo. In tanti ci stanno dicendo: mettete in campo anche voi una candidata o un candidato. Nel momento in cui in Parlamento c’è una unione di minoranze, mettere in campo nomi significa bruciarli, essere oggetto di veti da parte di altre parti politiche. Entro nel merito: ieri c’è stato un momento importante di cui parla tutta la stampa italiana e non solo. Il fatto che nel 2022 il centrodestra candidi Silvio Berlusconi alla presidenza della Repubblica rende la notizia importante per tutto il mondo. Lo dico perché è bene avere chiaro che il passaggio di ieri non è un piccolo passaggio formale che rimane dentro la dinamica domestica, ma riguarda tutto il mondo. La proposta che faccio è rivolta a tutte le forze politiche, sia ai nostri alleati, sia a coloro che hanno chiuso le porte al dialogo, scelta sbagliata: noi vogliamo riaprire le porte per il bene del Paese – prosegue Letta – . Proponiamo un’iniziativa che crei un patto di legislatura per completarla nei tempi naturali, fatto di tre punti: l’elezione di un o una presidente della Repubblica istituzionale, super partes, di garanzia per tutti; la scelta forte di dare energia perché i prossimi 14 mesi di governo siano efficaci in continuità ma con rinnovata energia; completare le riforme per la buona politica».

Intanto, da fonti della Lega arrivano indicazioni sulle azioni che dovrà intraprendere il prossimo Presidente della Repubblica. «Il prossimo presidente della Repubblica, che ricopre anche la carica di presidente del Csm, dovrà avere ben chiara la necessità di una riorganizzazione della Giustizia a partire da una profonda e radicale riforma del Csm: abbiamo vissuto e stiamo vivendo scandali inaccettabili. Per il Quirinale serve un profilo liberale e garantista. Aspettiamo da troppo tempo la proposta del ministro Cartabia per mettere ordine al Csm».

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