Quirinale: Casini si sente sollevato per la mancata elezione e critica Draghi

Pier Ferdinando Casini
Pier Ferdinando Casini

ROMA – Il giorno dopo quello che lui definisce lo scampato pericolo, Casini si confessa con due fra i maggiori quotidiani, affermando (ma sarà vero?) di non avere rimpianti. e critica Mario Draghi per il suo comportamento durante i giorni dell’elezione.

«Non ho rimpianti e mi sento sollevato», dice il senatore Pier Ferdinando Casini a La Repubblica dopo l’esito della votazione per il Quirinale. «Non invidio Sergio Mattarella –  dichiara al Corriere -. Il presidente si trova a gestire un quadro politico lacerato e indebolito da giorni di negoziato surreale. Solo la sua capacità di persuasione morale potrà tenere in piedi una situazione così grave.  afferma l’ex presidente della Camera.
In questa fase la politica ha dimostrato tutte le sue difficoltà. Però i tecnici non possono pensare di sostituire la politica. Il fatto che tra i principali candidati alla Presidenza non ci fossero parlamentari, ad eccezione della Presidente del Senato e del sottoscritto -nota il senatore -,è’ il segno devastante della subalternità di una
politica marginalizzata. Anche il premier ha sbagliato, mi sembra che sia sotto gli occhi di tutti. Se fossi stato Draghi – dice Casini- avrei dichiarato subito l’opzione a governare il Paese. L’incertezza sul suo destino personale ha pesato e ha avuto un effetto grave e negativo: logorare e indebolire il governo».

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