Parlamento Ue: Riduzione debito, crescita, Patto Stabilità, le prossime sfide dell’Europa

La Commissione europea sta predisponendo la sua attività futura nel dopo covid e i Commissari stanno riferendo in Parlamento il programma dei prossimi mesi. Gentiloni e Dombrowskis sono intervenuti a Bruxelles spiegando che al centro dell’azione della Commissione ci saranno interventi per rimediare alla situazione economica precaria di molti Paesi Ue e di molte categorie economiche.

La Commissione dunque dovrà intervenire per cercare di ridurre il rapporto debito-PIL nei Paesi UE in cui è molto alto senza che questo deprima la crescita economica e mantenendo gli investimenti pubblici. Lo ha aanticipato il Commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni durante una video-audizione alla commissione Affari economici del Parlamento europeo a Bruxelles.

All’audizione è intervenuto anche il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis il quale ha confermato che la Commissione presenterà la sua proposta per la riforma del Patto di Stabilità “fra maggio e giugno”. E ha annunciato che “a marzo” l’Esecutivo comunitario presenterà la suafiscal guidance, ovvero degli orientamenti su come applicare le regole Ue di bilancio per gli Stati membri nel periodo che intercorrerà fra la disattivazione della clausola di sospensione del Patto (“general escape clause”), all’inizio del 2023, e l’entrata in vigore della sua riforma. Si tratterà di una “comunicazione interpretativa” come quella sulla flessibilità che la Commissione Juncker emanò il 13 gennaio 2015.

“La situazione economica – ha osservato Gentiloni – appare un po’ meno favorevole nel brevissimo termine: a causa della diffusione di Omicron, delle strozzature nelle nostre filiere, del rialzo dei prezzi dell’energia. Quindi l’incertezza è molto alta, come lo è stata durante tutta la pandemia. E dobbiamo rimanere vigili per evitare che la ripresa vada fuori rotta, poichè dobbiamo ancora affrontare diversi rischi al ribasso e ostacoli (‘venti contrari’, ndr)”.

Tuttavia, ha aggiunto il commissario, “in questo contesto incerto continuiamo ad essere positivi sulle prospettive a medio termine per la nostra economia. Gli indicatori rimangono ben al di sopra delle loro medie a lungo termine, nonostante una perdita di slancio nelle ultime settimane”, e “le nostre previsioni economiche d’inverno che presenterò giovedì prossimo mostreranno che nel 2022 l’economia dell’Ue continuerà a riprendersi dalla crisi del Covid”.

Un orientamento che segue le indicazioni che aveva dato la Presidente Von der Leyen in occasione del suo intervento per spiegare il programma dell’esecutivo comunitario, che finalmente, costretto dagli eventi, abbandona il criterio di rigidità voluto soprattutto dalla Germania di Frau Merkel e dai suoi alleati, con una politica che ha causato molti scompensi in alcuni Paesi (pensiamo alla Grecia) e ha arricchito altri, in particolare proprio la Germania. L’Italia fin dai tempi del governo Renzi aveva chiesto più volte un freno alle politiche di austerità, restando inascoltata. Ci voleva la pandemia con migliaia di morti e con un disastro economico in molti settori dell’economia europea per far cambiare rotta alla Ue. Vedremo quali saranno i risultati di questi buoni propositi, ma è già positivo il fatto che si sia mutato il registro, mettendo, per ora, da parte i falchi europei e i Paesi che si autoproclamavano virtuosi (frugali), condannando gli sperperi italiani.

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