Accise benzina: in 26 anni aumentate 6 volte dal centrodestra, due dal centrosinistra e 3 da Monti

ROMA – Il giornale online Pagella politica ha fatto una statistica dei governi che hanno deciso aumento delle accise negli ultimi 26 anni. In almeno 11 occasioni i governi sono intervenuti per alzare il valore di quella sulla benzina, secondo i dati raccolti dall’Unione energie per la mobilità (Unem), l’associazione che rappresenta le principali aziende petrolifere italiane. Nei trent’anni precedenti, dal 1965 al 1995, gli aumenti erano stati in tutto nove.

L’imposta su benzina è stata aumentata sei volte durante i governi di centrodestra, due volte durante i governi di centrosinistra e tre volte durante il governo tecnico guidato da Mario Monti, tra il 2011 e il 2013.  I motivi dell’aumento dell’accisa sono stati tra i più vari. Nel 2003, per esempio, durante il secondo governo di Silvio Berlusconi, l’accisa è stato aumentata per finanziare il rinnovo del contratto di lavoro collettivo degli autoferrotranvieri. Nel 2011, invece, durante il quarto governo Berlusconi, l’accisa è stata aumentata per recuperare fondi per fronteggiare l’aumento degli sbarchi di migranti in seguito alla crisi in Libia.  Per quanto riguarda il centrosinistra, nel 1996, durante il primo governo di Romano Prodi, l’imposta sui carburanti è stata aumentata per finanziare la missione delle Nazioni Unite in Bosnia, mentre nel 2013 è stata alzata temporaneamente per finanziare il cosiddetto “decreto del Fare” varato dal governo di Enrico Letta

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