Vaccinazioni: presidente virologi italiani lancia allarme “assurdo proporre quarta dose con prodotti vecchi”

ROMA . Mentre in molte città (Firenze e Napoli ad esempio) si chiudono i principali hub vaccinali, visto che quasi nessuno vi si reca più, solo gli Usa e il ministro Speranza insistono per la quarta dose degli stessi vaccini propinati finora a chi ha ricevuto le tre dosi canoniche. ma Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), in un’intervista all’Adnkronos condanna nettamente questa scelta e avanza alcuni dubbi sulle vere motivazioni delle campagne vaccinali da parte delle case farmaceutiche.

“Ho sempre detto, e lo continuo a dire, che una quarta dose anti-Covid fatta ora con lo stesso vaccino, vecchio e di almeno 2 anni e mirato contro un ceppo virale ormai non più presente nel mondo, è un assurdo proprio dal punto di vista teorico”. E si dice francamente stupito dalla Fda americana che ieri ha dato il via libera a un secondo booster dei vaccini a mRna di Pfizer e Moderna per gli over 50, oltre che per gli immunodepressi. Ma l’esperto esprime sorpresa e si fa delle domande anche su Big Pharma: “Preferisce forse esaurire le scorte di prodotti vecchi, prima di proporne di nuovi? A voler pensar male, ma non voglio farlo – precisa – verrebbe quasi da chiederselo. Con questi vaccini – ricorda Caruso, ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all’università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili – noi abbiamo la possibilità di aggiornare velocemente la formulazione alle nuove varianti virali circolanti. E’ quello che del resto, con vaccini diversi e anche meno flessibili per tecnologia utilizzata, facciamo ogni anno contro l’influenza. Invece ancora non siamo riusciti a farlo per Covid-19 e allora mi chiedo se dobbiamo attribuirlo a un momento di difficoltà dell’industria farmaceutica oppure, in maniera più cattiva, se dobbiamo immaginare che ci siano depositi da svuotare. Non voglio arrivare a crederlo”, ribadisce il virologo. Ma neppure vuole arrivare a pensare che, di fronte all’avanzata di Omicron 2, “si possa essere talmente disperati da sperare che una quarta dose di vaccini vecchi possa aiutare se l’effetto della terza non basta”. Un segnale preciso anche al determinato assertore della quarta dose, il nostro ministro Speranza, che ha discusso l’iniziativa con i colleghi della Ue.

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