Treni: 9 miliardi destinati alla Toscana dal Gruppo Fs nel piano industriale 2022-2031

Le Frecce di Trenitalia

ROMA – Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha presentato oggi, 16 maggio 2022, il Piano Industriale 2022-2031 da oltre 190 miliardi di investimenti. Nove miliardi di questo mega programma sono destinati alla Toscana. In particolare per Firenze, Arezzo, Pisa, Massa, Lucca. Obiettivi: impostare una visione strategica e industriale di lungo periodo, mirata a dare certezza di esecuzione alle opere infrastrutturali; incrementare lo shift modale dalla gomma al ferro del trasporto di passeggeri e merci; rendere la rete ferroviaria più sostenibile, accessibile, digitalizzata, integrata efficacemente con la rete stradale, resiliente ed equamente distribuita – riducendo il gap tra nord e sud del Paese – e ad aumentare il grado di autonomia energetica del Gruppo.

Presentato a Roma dalla Presidente, Nicoletta Giadrossi, e dall’Amministratore Delegato, Luigi Ferraris, il Piano prevede anche una profonda ridefinizione della governance e nuovo assetto organizzativo in quattro poli di business: “Infrastrutture”, “Passeggeri”, “Logistica” e “Urbano”.

In sintesi la strategia è questa:

·         connettere passeggeri e merci più velocemente e in modo integrato

·        rinnovare la flotta di treni

·         stazioni più moderne e accessibili

Gli investimenti avranno un importante effetto moltiplicatore sull’economia nazionale, con ricadute annue stimabili tra il 2% il 3% del Prodotto Interno Lordo assicurando, tra diretto e indotto, tra i 220mila e i 270mila posti di lavoro in media all’anno.

In Toscana l’impegno del Gruppo FS nei prossimi dieci anni con il Piano Industriale 2022 – 2031 prevede un investimento complessivo di oltre 9 miliardi di euro suddivise nei quattro poli: infrastruttura, passeggeri, logistica e urbano.

Risorse che andranno a disegnare un rinnovato scenario di mobilità – ferroviaria ma anche stradale – più interconnessa, sostenibile e in grado di rispondere al meglio alle esigenze di spostamento delle persone e delle merci.

POLO INFRASTRUTTURE FERROVIARIE E STRADALI

Investimenti complessivi per quasi 8 miliardi di euro

Le risorse attribuite al Polo Infrastrutture Ferroviarie e Stradali costituiscono la parte principale dell’investimento complessivo con quasi 8 miliardi di euro.

Di questi 5,5 miliardi di euro riguardano le infrastrutture ferroviarie e saranno per lo più destinati al: nodo Alta Velocità Firenze, potenziamento linee Pistoia-Lucca e Empoli-Siena, collegamenti con il porto di Livorno e al sestuplicamento della linea Firenze Rovezzano-Arezzo.

Ammontano invece a 2,39 miliardi di euro le risorse destinate alle infrastrutture stradali: tra gli interventi principali il completamento E78 Grosseto-Siena, E78 nodo di Arezzo, il sistema tangenziale di Lucca e la SS2 svincolo Monteroni D’Arbia.

POLO PASSEGGERI

Investimenti per 1,3 miliardi di euro

L’investimento prevede l’arrivo di 85 nuovi treni Regionali per la Toscana, il potenziamento dell’offerta ferroviaria con nuove fermate per Firenze ed un nuovo collegamento Intercity Roma-Siena con materiale ibrido.

POLO LOGISTICA

Investimenti per 5 milioni di euro

Investimenti complessivi pari a 5 milioni di euro per l’acquisto di 2 locomotori  bimodali.

Saranno incrementati i servizi con nuovi collegamenti intermodali ed i servizi di trasporto merci legati alla filiera siderurgia, delle materie prime e dei beni di consumo.

POLO URBANO

Valorizzazione di 1,5 milioni di mq ed investimenti per 2,8 milioni di euro

Nell’ambito del polo urbano in Toscana saranno valorizzati 1,5 mln di mq oltre a 2,8 milioni di euro di investimenti sul patrimonio. I principali progetti da sviluppare sono stati individuati a: Firenze (ex OGR), Arezzo (area stazione), Pisa (area stazione), Massa (ex scalo merci) e Lucca (ex scalo merci). Inoltre saranno attivate iniziative per il riuso temporaneo e progetti a servizio della mobilità dolce.

Che dire? Accogliamo con interesse questo grane piano delle Ferrovie, ma chiediamo anche alle istituzioni di vigilare affinchè possa essere messo in campo senza intoppi burocratici e senza lungaggini. Il Paese, stremato dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina, ha bisogno di ripartire. La “cura del ferro!” ha quasi sempre funzionato. Andiamo avanti. Magari anche sciogliendo nodi come quello del sottoattraversamento di Firenze, una storia ingarbugliata del secolo scorso che continua a non trovare una soluzione.

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