Vaiolo delle scimmie, Oms: “Casi atipici che si risolvono da soli”. Comportamenti e rapporti sessuali

L’Organizzazione mondiale della sanità

Due nuovi casi di vaiolo delle scimmie in Italia, oggi 20 maggio 2022, ossia 24 ore dopo il ‘paziente zero’ in cui è stato isolato il virus. Lo ‘Spallanzani’ di Roma conferma e convoca una conferenza stampa dove invita alla calma.Una nuova peste? Paura, soprattutto negli under 50 italiani che non furono vaccinati, a suo tempo, come babbi e nonni. Che ancora oggi portano con orgoglio due cicatrici sulle braccia. Ossia il vaccino contro il vaiolo fatto ai tempi delle elementari. Un vaccino sfumato nei decenni, di cui, fortunatamente, non si è più sentito il bisogno.

RAPPORTI SESSUALI – E ora che questo vaiolo si sta riaffacciando, in otto paesi europei e anche in Italia? Arriva, rassicurante, la dichiarazione di Hans Kluge, direttore dell’Oms Europa. Che afferma: “I casi recenti di vaiolo delle scimmie in Europa sono atipici. Per diversi motivi. Tutti i casi, tranne uno, non hanno una storia di viaggi rilevante verso aree in cui il vaiolo delle scimmie sia endemico, nell’Africa occidentale o centrale. La maggior parte dei casi all’inizio è stata rilevata attraverso i servizi di salute sessuale, in uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Infine, il fatto che siano diffusi in Europa e oltre suggerisce che la trasmissione potrebbe essere in corso da tempo”.

BAMBINI – Kluge invita a “non discriminare e non stigmatizzare in alcun modo le persone che hanno contratto il vaiolo delle scimmie. Vorrei sottolineare – aggiunge – che la maggior parte dei casi attualmente oggetto di indagine in Europa è finora lieve. Il vaiolo delle scimmie è solitamente una malattia autolimitante e la maggior parte delle persone infette guarirà entro poche settimane senza trattamento. Tuttavia, la malattia può essere più grave, specialmente nei bambini piccoli, nelle donne in gravidanza e negli individui immunocompromessi”.

SPALLANZANI – “La situazione è da attenzionare ma non desta allarme”, rassicura Francesco Vaia, direttore generale dello Spallanzani di Roma, che parla di “discrete condizioni di salute” per i 3 pazienti contagiati trattati con “una terapia sintomatica allo stato sufficiente” e aggiungendo che “presso l’Istituto sono disponibili farmaci antivirali che potrebbero essere impiegati in via sperimentale qualora si rendesse necessaria una terapia specifica”. Per Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, “è stato enfatizzato questo aspetto per l’osservazione di un cluster in un gruppo di uomini che fanno sesso con uomini. Ma non ci vedo la specificità che invece richiama l’Hiv, quindi ritengo giuste le proteste della comunità gay”. Alla calma degli addetti ai lavori segue comunque la prudenza per evitare di ripetere gli errori del passato. I protocolli di controllo sui primati “saranno intensificati e mirati a eventuali specifiche di questo patogeno”, spiega Francesco Petretti, presidente del Bioparco di Roma, il più antico giardino zoologico d’Italia. Che precisa: “Il rapporto con il pubblico non cambierà, le vetrate sono garanzia di interdizione, consentono di mettere al riparo gli animali dai disturbi e noi dall’eventuale diffusione del virus”.

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