Firenze: agente di Sollicciano ferito da un detenuto. La protesta del sindacato Sappe

Il carcere di Sollicciano a Firenze
Il carcere di Sollicciano a Firenze

FIRENZE – Il segretario toscano del Sappe, sindacato della polizia openitenziaria, Pasquale Salemme, denuncia l’aggressione, avvenuta venerdì 3 giugno nel carcere di Sollicciano nei confronti di un agente di sorveglianza. “E’ un fatto gravissimo quello accaduto ieri, venerdì, nel carcere di Sollicciano – scrive Salemme – un detenuto marocchino di 32 anni, dopo essersi autolesionato il corpo, ha prima minacciato di morte un poliziotto penitenziario addetto alla vigilanza e lo ha poi aggredito, minacciandolo anche con una lametta nascosta in bocca”.

Ancora Salemme: “Dopo che il detenuto si era lesionato il corpo e mentre lo stavano prontamente accompagnando in infermeria – ricostruisce il sindacalista – ha minacciato di morte uno dei poliziotti penitenziari, per poi scagliarsi contro di lui all’improvviso e, minacciandolo con una lametta che nascondeva in bocca, lo scaraventava contro i monitor dell’ufficio, provocandogli una ferita al braccio. Il provvidenziale e tempestivo intervento degli altri agenti ha permesso di fermare il malcapitato e fornire le prime cure al poliziotto ferito, che presentava un taglio al braccio dal quale usciva copioso il sangue”.

Quindi l’appello: “S’intervenga al più presto perché il personale di polizia penitenziaria di Sollicciano è allo stremo – conclude Salemme, che esprime solidarietà al collega ferito – Non si può continuare così, senza un minimo di sicurezza per i colleghi che vanno a lavorare e non sanno se e quando ritorneranno a casa, senza contusioni o quant’altro”.

Solidarietà al poliziotto ferito ed a tutti i poliziotti di Sollicciano arriva anche da Donato Capece, segretario generale del Sappe: “Mi preoccupa questo nuovo grave episodio avvenuto nel carcere di Sollicciano. Restano inascoltate le nostre segnalazioni al Dap di Roma ed al Provveditorato regionale  sulle disfunzioni e sugli inconvenienti che si riflettono sulla sicurezza e sulla operatività delle carceri toscane e del personale di Polizia Penitenziaria che vi lavora con professionalità, abnegazione e umanità nonostante una significativa carenza di organico. Ed è incomprensibile che chi ha il dovere di intervenire, ossia l’Amministrazione penitenziaria regionale e nazionale, non intervenga tempestivamente. Mi appello al ministro della Giustizia Marta Cartabia perché fermi questa spirale di inaccettabili e quotidiani violenze contro il personale di Polizia Penitenziaria e definisca, con i vertici del Dap, un piano urgente di intervento per fronteggiare le gravi criticità del carcere di Sollicciano e delle altre strutture detentive regionali”.

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