Estate Fiesolana: al Teatro romano prima nazionale dell’«Aiace» di Sofocle con regia di Maifredi

Andrea Nicolini

FIRENZE Per la 75a Estate Fiesolana, martedì 28 giugno alle 21.15 al Teatro Romano di Fiesole (via Portigiani 1) c’è in prima nazionale l’Aiace di Sofocle con Corrado d’Elia, Alberto Giusta, Andrea Nicolini, Marco Rivolta; regia di Sergio Maifredi, consulenza di Giorgio Ieranò, traduzione di Maria Grazia Ciani, scene e costumi Domenico Franchi, musiche originali di Mario Incudine eseguite dal vivo da Giorgio Rizzo. Una produzione Teatro Pubblico Ligure e da STAR/Sistema Teatri Antichi Romani.

È la più antica tragedia di Sofocle, rappresentata forse intorno al 445 a.C., opera attualissima perché mette in campo la fine dell’età eroica che cede il passo alla logica del compromesso, quindi della politica.

Aiace incarna il senso tragico nel conflitto atroce tra due mondi (antico e moderno) ed è la tragedia della solitudine per antonomasia. La tragedia nasce dalla famosa disputa sulle armi di Achille a cui si accenna già nell’Odissea: Ulisse sarebbe riuscito a ottenere, tramite la sua abilità retorica, le armi del defunto Achille, che sarebbero spettate invece ad Aiace, il più valoroso tra gli Achei. Questi non accetta la decisione e medita vendetta. Di notte si avvicina alla tenda dei capi Achei con l’intento di ucciderli. Ma la dea Atena tesse per lui un inganno: Aiace si avventerà contro pecore e buoi, facendone strazio. La mattina dopo, si renderà conto di quanto ha fatto e del ridicolo in cui è precipitato. Deciderà quindi di uccidersi. In questa storia, Ulisse non fa una bella figura. Nell’Aiace di Sofocle, in verità, Ulisse si riscatta tramite la compassione che dimostra per il nemico suicida. Quando, nel finale del dramma, i capi degli Achei vogliono rifiutare la sepoltura ad Aiace, colpevole di avere tramato la loro morte, Ulisse si oppone, sostenendo appunto che la memoria delle gesta eroiche, compiute da Aiace in passato, non può essere cancellata dal suo recente tradimento.

Oltre all’Odisseo di Omero, nell’antica Grecia esisteva anche un Ulisse teatrale, quello protagonista di alcuni drammi superstiti di Sofocle ed Euripide: Aiace, Filottete ed Ecuba. Queste tragedie hanno in comune il personaggio di Odisseo e l’ambientazione: una spiaggia, quasi una terra desolata, un deserto beckettiano, dove si stagliano solo i corpi degli attori e dove rivive, in scena, il mito dell’uomo dal multiforme ingegno. Dopo aver lavorato per oltre dieci anni sull’Odissea, Sergio Maifredi porta in scena ora le tragedie Odissiache: Aiace adesso, Filottete nel 2023 ed Ecuba nel 2024.

Il Teatro Romano è tornato a piena capienza, ma è consigliabile l’acquisto dei biglietti in prevendita. All’interno dell’area del Teatro è presente un bar aperto fino al termine dello spettacolo. Biglietti: Primo settore € 17,25 Secondo settore € 11,50, disponibili presso la Biglietteria del Teatro Romano di Fiesole Via Portigiani, 1 – tel. 055.5961293 – aperta tutti i giorni in orario 9/18.30 e la sera di spettacolo dalle 19,45, e nei punti Box Office. Acquisto diretto di biglietti ed ulteriori dettagli su www.estatefiesolana.it

Ridotti per residenti di Fiesole acquistabili solo alla biglietteria del Teatro Romano.

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