Biglietto d’ingresso per entrare a Venezia: da gennaio 2023. Realizzata in laguna l’idea nata a Firenze (e per ora accantonata)

Venezia

VENEZIA – Biglietto d’ingresso (o contributo d’accesso) per entrare a Venezia. Lo ha stabilito la giunta comunale. Il contributo d’accesso per i turisti che arriveranno in giornata a Venezia partirà dal 16 gennaio 2023. Lo ha annunciato l’assessore comunale al turismo Simone Venturini. E’ una vecchia idea, quello del ticket d’ingresso, che spesso è balenata anche nella testa degli amministratori di Firenze. Ma i lagunari sono stati più rapidi. E non basta: arriva anche lo stop agli affitti ‘selvaggi’ nella laguna di Venezia. In base ad un emendamento al dl aiuti presentato dal Pd ed approvato nella notte, fra il 30 giugno e il primo luglio, il Comune potrà individuare, “con particolare riguardo al centro storico e alle isole”, i limiti massimi e i presupposti per la destinazione degli immobili residenziali ad attività di locazione breve.

Le disposizioni terranno conto “della funzione di integrazione al reddito della locazione breve” per chi affitta un’unica abitazione. L’obiettivo, è favorire gli affitti di lunga durata, la residenzialità nel centro storico tutelando il patrimonio storico-artistico e ambientale della città.

 “Al fine di favorire l’incremento dell’offerta di alloggi in locazione per uso residenziale di lunga durata, la residenzialità nel centro storico e di tutelare il patrimonio storico-artistico e ambientale di rilevanza mondiale la cui salvaguardia è obiettivo di preminente interesse nazionale”, si legge nell’emendamento, il comune di Venezia “può integrare i propri strumenti urbanistici con specifiche disposizioni regolamentari per individuare, in modo differenziato per ambiti omogenei, con particolare riguardo al centro storico e alle isole della laguna veneziana, i limiti massimi e i presupposti per la destinazione degli immobili residenziali ad attività di locazione breve”. Le disposizioni regolamentari “individuano le previsioni limitative nel rispetto del principio di proporzionalità, trasparenza, non discriminazione, rotazione, tenuto conto della funzione di integrazione al reddito della locazione breve per i soggetti che svolgono tale attività in relazione ad una sola unità immobiliare”. Il Comune può inoltre stabilire, “con specifiche disposizioni regolamentari, che lo svolgimento dell’attività per oltre 120 giorni, anche non consecutivi, di ogni anno solare, sia subordinato al mutamento di destinazione d’uso e categoria funzionale dell’immobile”.

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