Musica: Steve Hackett al Musart, fra “sciabolate elettriche” e virtuosismi in stile Genesis

Steve Hackett davanti al Loggiato del Brunelleschi (Foto Firenze Post)

FIRENZE – A 3 anni di distanza dalla precedente esibizione, Steve Hackett è tornato al Musart Festival, di fronte al loggiato del Brunelleschi, per presentare Seconds Out, uno dei più grandi successi discografici dei Genesis, doppio album del 1977.

Dopo aver eseguito due pezzi del suo repertorio da solista, in cui il leggendario chitarrista è stato accompagnato alla ritmica e alla voce da Madalena, le tastiere di Roger King hanno intonato Squonk, riportando il pubblico alle origini del progressive rock

A seguire The Carpet Crawl, Robbery, Assault and Battery, Afterglow fino ad arrivare alla sinfonia di Firth of Fifth, dove un clarinetto ha sostituito il flauto trasverso di Peter Gabriel, e a I know what I like, con un’intensa improvvisazione di sax di Rob Townsend, che hanno traghettato i presenti negli anni settanta.

Poi, con la voce di Nad Sylvan  e il basso di Jonas Reingold, si è proseguito con  The Lamb Lies Down on Broadway, The Musical Box, Supper’s Ready, The Cinema Show e Dance on a Volcano. Brani pieni di ritmo con momenti intimi e acustici che si alternano a lunghe e impetuose sciabolate elettriche e virtuosismi di ampio respiro. Il bis, durante il quale Craig Blundell ha eseguito un lungo assolo di batteria, si è concluso con Los Endos. Ovazione del pubblico e tutti in piedi. A distanza di 45 anni, i Genesis infiammano ancora il pubblico.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.