Vacanza in aereo: torna la voglia di volare. E l’Antitrust interviene su scioperi e cancellazioni

L’aeroporto romano di Fiumicino (Foto ANSA)

Si va in vacanza in aereo perchè le autostrade sono intasate? Mah! Anche gli aeroporti sono assaliti. Speriamo bene. La voglia di viaggiare dopo pandemia e lockdown fa comunque decollare il trasporto aereo in Italia, che registra un boom nel primo semestre dell’anno e che in questo agosto 2022 tocca punte da record. “Non siamo ancora nelle condizioni pre-pandemia, ma la tendenza appare positiva rispetto all’anno scorso”, sottolinea l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) nel suo rapporto semestrale, spiegando che “rispetto all’anno scorso si registra un “incremento di passeggeri trasportati del 314%”. Intanto l’Antitrust, dopo l’intervento del Codacons, vuol vederci chiaro su scioperi e cancellazioni dei voli. Nel mirino lo sciopero del 17 luglio.

AMERICHE – Ma nadiamo per ordine. Sono “più che raddoppiati anche i movimenti, vale a dire il numero di decolli ed atterraggi negli aeroporti italiani”. I dati dell’Enac rivelano che mancano ancora “circa 20 milioni di passeggeri” all’appello per pareggiare il risultato del 2019: un -23,5% rispetto al primo semestre di 3 anni fa. “Il risultato è comunque condizionato dai primi mesi dell’anno, in cui erano ancora in vigore stringenti restrizioni per poter volare”, spiega l’Ente. A trainare la ripresa nel corso del semestre, oltre al mercato domestico, è il boom di partenze e arrivi dalle Americhe”.

EST EUROPA – Ma anche la ripresa dei collegamenti con le destinazioni ad est dell’Europa: Medio Oriente e Asia. Complessivamente, il numero di passeggeri trasportati da e verso destinazioni extraeuropee “totalizza un +588% che restituisce la fotografia di una rinnovata voglia di viaggiare”, sottolinea l’Enac. Dai dati emerge anche come nel primo semestre sia salito il comparto cargo del trasporto aereo. La merce trasportata si conferma in crescita, sia rispetto al 2021 (+6%), che rispetto al 2019 (+3%). E la forte ripresa del traffico aereo spinge anche l’utile semestrale di Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia, raddoppiato a 27,7 milioni di euro rispetto al primo semestre 2021. I voli sull’Italia, nel primo semestre dell’anno sono cresciuti del 158,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno mentre a livello europeo si è registrata una crescita media del 128,7%, spiega il gruppo. I ricavi totali sono così saliti a 412,1 milioni di euro in crescita del 9,9% rispetto al primo semestre 2021. I ricavi da attività operativa a 392,5 milioni di euro più che raddoppiati rispetto al primo semestre 2021, mentre il margine operativo lordo (Ebitda) ha raggiunto quota 97 milioni di euro in aumento del 26,6% rispetto al primo semestre 2021.

SCIOPERO – “I dati del primo semestre confermano un’evidente e costante crescita dei volumi di traffico in Italia e in Europa”, ha spiegato l’amministratore delegato di Enav, Paolo Simioni, sottolineando che “questi elementi ci fanno guardare al futuro con rinnovato ottimismo e rappresentano altresì le basi necessarie per dare continuità al nostro progetto industriale che punta all’innovazione e alla digitalizzazione”. Intanto l’Antitrust punta un faro sullo sciopero del trasporto aereo dello scorso 17 luglio, secondo quanto rende noto il Codacons che aveva presentato una denuncia dopo la protesta indetta da piloti ed assistenti di volo di Easyjet, Volotea, Ryanair, Malta Air e Crew link e dai lavoratori della stessa Enav.

ANTITRUST – Nel suo esposto, l’associazione dei consumatori ha segnalato all’Antitrust le possibili violazioni del Codice del Consumo da parte delle compagnie aeree in merito ai doveri informativi nei riguardi dei passeggeri che si sono trovati, inaspettatamente e senza idoneo preavviso, i propri voli cancellati. I vettori aerei protagonisti dello sciopero – secondo l’associazione – non avrebbero informato i passeggeri, o non l’avrebbero informati in maniera adeguata, preventivamente e in tempo utile circa l’impossibilità di effettuare determinati voli, pur essendo a conoscenza delle ragioni dello sciopero che avrebbero potuto causare la soppressione. Ma ora, a quanto pare, situazioni del genere sembrerebbero scongiurate. Ma, appunto, facciamo gli scongiuri!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.