Elezioni: “Un governo guidato dalla Meloni non sarebbe un disastro”, dichiara il Financial Times

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

ROMA – Il severo giornale britannico Financial Times non è mai stato troppo tenero con i politici italiani. Già nell’aprile del 2008 un articolo del famoso columnist Philip Stepehens, riferito a Silvio Berlusconi, concludeva che “Berlusconi non è la soluzione per l’Italia, ma il sintomo della sua malattia. Sarebbe semplicemente ineleggibile per gli standard degli altri Paesi democratici anche solo considerando il problema del conflitto d’interessi sui mass-media”.

Ma gli attacchi sono stati rivolti anche al centrosinistra: Matteo Renzi premier, nel 2016, finì nel mirino dell’editorialista Walter Munchau, che fu accusato di inettitudine a risolvere le questioni economiche e di voler contrastare alcune politiche Ue, come dimostra la contrapposizione su temi economici e dell’immigrazione fra Renzi e il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker.

Inaspettatamente oggi un lungo articolo apparso sul giornale britannico costituisce un assist autorevole e motivato a Giorgia Meloni. Rosa Balfur, in un pezzo intitolato “UN GOVERNO GUIDATO DALLA MELONI NON NECESSARIAMENTE SIGNIFICA IL DISASTRO PER LE ISTITUZIONI ITALIANE” sembra voler tranqiuillizzare gli ambienti politici e finanziari europei, in fibrillazione per gli attacchi violenti delle sinistre italiane e internazionali, che rievocano il ritorno del fascismo in Italia. Ne proponiamo uno stralcio significativo, che riguarda la posizione nei confronti della Russia e la tutela di alcuni diritti fondamentali,

RUSSIA – “I precedenti filorussi di Forza Italia e della Lega sollevano il legittimo timore che il prossimo governo italiano possa indebolire la determinazione dell’UE nei confronti dell’Ucraina. Questi timori potrebbero essere esagerati. Avendo radici ideologiche nel post-fascismo italiano, Fratelli d’Italia è istintivamente sospettoso nei confronti dello Stato successore dell’Unione Sovietica, e la Meloni ha ribadito il suo sostegno alle sanzioni europee. E la Lega, quando era al governo con il Movimento Cinque Stelle nel 2018-19, non ha allentato le sanzioni Rosa Balfour alla Russia imposte dopo l’annessione della Crimea”.

DIRITTI – “Il modo in cui un governo guidato dalla Meloni affronterà i diritti riproduttivi, i diritti delle donne e i diritti dei migranti avrà serie implicazioni per il futuro della democrazia in Italia”. L’articolista osserva però che “l’Italia ha avuto forti partiti populisti per 30 anni e, nonostante i numerosi tentativi di minare lo Stato di diritto, le istituzioni democratiche del Paese hanno ampiamente resistito. Una costituzione accuratamente elaborata dopo la seconda guerra mondiale per evitare il ritorno del fascismo ha sostenuto questa capacità di resistenza. Un governo di coalizione di destra con una maggioranza relativamente piccola non sarà in grado di danneggiare seriamente le leggi e la società italiana”.

Un viatico inaspettato e autorevole, che sicuramente sarà stato attentamente letto negli ambienti politici e in particolare al Quirinale. Visto che toccherà a Mattarella trarre la conclusione del risultato del voto degli italiani, qualunque esso sia.

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