Maggio Musicale: per la prima volta a Firenze «Alcina» di Händel, protagonista Cecilia Bartoli

Cecilia Bartoli in Alcina

FIRENZE – Martedì 18 ottobre alle 19 al Teatro del Maggio Musicale prima recita di Alcina di Georg Friedrich Händel, capolavoro barocco mai rappresentato finora a Firenze, con Cecilia Bartoli nel ruolo principale; l’orchestra monegasca Les Musiciens du Prince è diretta da Gianluca Capuano; Carlo Vistoli è Ruggiero, Lucía Martín Cartón è Morgana, Kristina Hammarström è Bradamante, Petr Nekoranec è Oronte e Riccardo Novaro è Melisso. È anche la prima volta che torna a Firenze Cecilia Bartoli in un’opera intera, dopo essere stata Dorabella nel Così fan tutte alla Pergola nel 1991; dopo è tornata solo per un recital rossiniano nel 1992 e per un concerto alla sala grande del Maggio nel 2020. La regia è di Damiano Michieletto, che riprende, ma promettendo sostanziali variazioni, uno spettacolo già presentato a Salisburgo. Repliche giovedì 20, lunedì 24 e mercoledì 26 ottobre alle 19 e sabato 22 alle 18

L’opera debuttò al Covent Garden di Londra il 16 aprile 1735 riscuotendo un enorme successo; fu scritta da Händel nella sua piena maturità, pensata per le più grandi voci dell’epoca; come nota il direttore Capuano, «lo si riscontra nelle grandissime arie che tutti, in particolar modo la protagonista Alcina, hanno per i propri ruoli, virtuose ed espressive a dei livelli davvero strepitosi». Quanto al regista, osserva: «Questa produzione, nello spazio della Sala Mehta, funziona davvero perfettamente; questo deriva dal fatto che il mondo barocco è intimo, non ci sono vocalità melodrammatiche né orchestrazioni telluriche, anche le storie accarezzano aspetti molto intimi dei personaggi. Il concetto che abbiamo voluto trasmettere è quello dell’illusione; l’inganno, tema assolutamente comune del periodo barocco e parola ripetuta in modo costante nel libretto, ci dà una doppia dimensione della realtà. Il concetto di Alcina che, con l’inganno appunto, attira gli uomini alla sua isola, che è alla base del lavoro di Ariosto, in questa produzione ho cercato di identificarlo come se fosse legato alla paura della fine, della perdita di ciò che si ha e della morte stessa».

Per chi non ricordasse bene la complessa trama dell’Orlando furioso di Ariosto, la maga Alcina, con la sorella Morgana, vive in un’isola con la sorella Morgana; da quattro secoli seduce, con la sua illusoria bellezza, i cavalieri, trasformandoli in animali o in piante quando se ne stanca; Astolfo diventa ad esempio un mirto e anche Ruggero avrebbe forse fatto una fine simile, se un anello magico non facesse cadere dai suoi occhi il velo dell’inganno. Nell’opera, il cui libretto deriva da quello di L’isola di Alcina di Riccardo Broschi, si comincia con Ruggiero già irretito e la sua fidanzata Bradamante che, insieme a Melisso (dotato dell’anello magico risolutivo) arriva all’isola per salvarlo, vestita da uomo; se ne innamorerà Morgana, amata invano da Oronte, che si vendicherà raccontando a Ruggiero che Alcina ama il nuovo arrivato fra un equivoco e l’altro, tutti i prigionieri della maga, caduta, ahilei, vittima dell’amore che ne abbatte i poteri, si libereranno, compresi quelli trasformati, che riacquisteranno le sembianze umane.

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Sala Zubin Mehta (Piazzale Vittorio Gui)

Martedì 18 ottobre, ore 19 – Giovedì 20 ottobre, ore 19 – Sabato 22 ottobre, ore 18 – Lunedì 24 ottobre, ore 19 – Mercoledì 26 ottobre, ore 19

Les Musiciens du Prince-Monaco Maestro concertatore e direttore Gianluca Capuano

CAST: Alcina: Cecilia Bartoli – Ruggiero: Carlo Vistoli – Morgana: Lucía Martín-Cartón – Bradamante: Kristina Hammarström – Oronte: Petr Nekoranec – Melisso: Riccardo  Novaro – Oberto: Solista del Wilten Boys’s Choir/Innsbruck. Continuo: Robin Michael violoncello, Miguel Rincon RodriguezElisa La Marca tiorbe, Marta Graziolino arpa, Gabriele Levi, Davide Pozzi clavicembali, Davide Pozzi organo  Danzatori: Benedetto Patruno, Stefano De Luca, Francesco Tomasi, Rouven Pabst, Joan Aguilà Cuevas, Giampaolo Gobbi, Valerio Palladino, Roberto Capone. Regia Damiano Michieletto Scene Paolo Fantin Costumi Agostino Cavalca Luci Alessandro Carletti Coreografia Thomas Wilhelm Video Rocafilm / Roland Horvath Assistenti regista Diane Clement, Bettina Geyer Assistente scenografo Elena Zamparutti Assistente costumista Armin Zwicker Figuranti speciali Filippo Bagordo, Leonardo Cirri, Stefano Francasi, Giovanni Imbroglia, Federico Macchi, Marlon Orbi Zighi, Francesco Pacelli, Leonardo Paoli, Ludovico Pietropaolo, Savino Somma, Lorenzo Terenzi, Simone Ticci, Roberta Raimondi (Alcina anziana)

Settore D: 40€  – Settore C: 70€  – Settore B: 120€  – Settore A: 180€, in vendita senza sovrapprezzi anche direttamente sul sito del Maggio; metà prezzo per la recita del 24 (esaurita) e 40% sconto soci coop per quella del 26.

La durata dello spettacolo, intervallo compreso, è di 3 ore e 45 minuti circa (per questo l’inizio è stato anticipato di un’ora rispetto al solito nei giorni infrasettimanali). 

Prima di ogni recita, le presentazioni al pubblico degli spettacoli che per Alcina saranno tenute da Maddalena Bonechi: le guide si tengono nel Foyer della Sala Zubin Mehta e nel Foyer di Galleria della Sala Grande 45 minuti circa prima l’inizio della spettacolo. Per la recita di sabato 22 alle ore 18, procede l’iniziativa “Crescendo: teatro in gioco, giocare in teatro”: i grandi assistono all’opera mentre i bambini sono accolti in una grande sala prove del teatro e sono intrattenuti da educatori fino alla fine della recita con giochi, musiche e storie legate all’opera in programma.

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