Firenze: morto Sigfrido Filippi, storico anarchico dei cortei antagonisti. Con barba bianca e bandiera nera

FIRENZE – Barba e capelli bianchi lunghi, bandiera nera e infradito. Erano i segni di riconoscimento di Sigfrido Filippi, storico anarchico di Firenze, morto a 75 anni. Per decenni sempre in prima fila nei cortei antagonisti e riconoscibile per la bandiera nera e il particolare look che lo distingueva tra la folla.
Avrà un funerale dentro la basilica di San Miniato al Monte. Spesso a petto nudo, che fosse inverno o estate, quasi mai sorridente. Impossibile non riconoscere Sigfrido Filippi alle manifestazioni fiorentine di cui è stata una presenza costante per decenni, con la bandiera anarchica a cui da qualche tempo aveva aggiunto quella palestinese. Filippi, malato da qualche mese, è morto ieri.
Le sue condizioni di salute erano peggiorate dopo l’estate. Nato a Roma, ma fiorentino di adozione, maestro di yoga e sciamano, era legato all’area antagonista e anarchica. Durante la pandemia aveva manifestato contro i vaccini obbligatori e le restrizioni legate al green pass. Fino a poche settimane fa, era sempre presente alle iniziative organizzate a Firenze in solidarietà con il popolo palestinese e contro Israele, incluse quelle dei movimenti studenteschi. Per decenni la sua bandiera ha sventolato davanti ai cortei di Firenze.
Il funerale di Sigfrido Filippi si svolgerà lunedì 15 dicembre alle 15,30 nella basilica di San Miniato e sarà celebrato dall’abate, padre Bernardo Gianni, di cui era molto amico, così come lo era di don Alessandro Santoro, il parroco delle Piagge che dovrebbe essere presente anche lui alla funzione. “La nostra amicizia – ricorda padre Bernardo – è nata dopo il funerale di Lorenzo Orsetti”, l’anarchico antifascista fiorentino ucciso dall’Isis nel marzo 2019 in Siria mentre combatteva a fianco dei curdi dello Ypg.
“Un rapporto che si è rafforzato in seguito alla sua malattia. Mi è molto difficile parlare della nostra amicizia, molto personale e molto discreta – spiega padre Bernardo – Il nostro Sigfrido era un anarchico, ma anche una persona ricca di spiritualità, aveva una sorta di inquietudine e tensione interiore. Poi quando la malattia ha iniziato a ferirlo in modo consistente, ha avviato una forma di riconciliazione con la sua radice cristiana. È e sarà nel mio ricordo e nelle mie preghiere”. Filippi lascia una compagna, Patrizia, “che – dice ancora padre Bernardo – gli è stata vicino in un modo meraviglioso”.
