Strage di Crans Montana: feriti italiani dagli inquirenti. “Uscite sbarrate, Jessica Moretti è scappata”

ROMA – Emergono particolari inquietanti dalle prime testimonianze dei ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del locale Le Constellation di Crans-Montana, in cui la notte di Capodanno 2026 hanno perso la vita 41 giovani e altri 115 sono rimasti feriti. I ragazzi sono stati interrogati dagli investigatori su delega di procura di Roma. Testimonianze, finite in un’informativa, che a quanto si apprende sono sovrapponibili nella ricostruzione dei fatti. Le uscite di sicurezza del locale Le Constellation di Crans-Montana sbarrate, Jessica Moretti che scappa, il fuoco che divampa in pochi minuti per l’assenza di materiali ignifughi, nessun estintore utilizzato e nessuno che dava indicazioni a chi tentava di fuggire.
Sono i racconti raccolti dagli investigatori. Alcuni testi hanno riferito, inoltre, che nel locale – anche se
si era raggiunta la capienza massima – era possibile entrare solo dopo avere pagato le consumazioni. “Chiedevano fino a 270 euro per una bottiglia di champagne e non c’erano divieti per i minori, potevano frequentare il bar e bere alcolici”. Racconti che sono sostanzialmente “sovrapponibili” tra di loro: la
versione di quanto avvenuto il 31 dicembre al Costellation è “univoca” da parte dei ragazzi che erano presenti nel locale.
Nel fascicolo aperto a Roma, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi con l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio, che ieri hanno incontrato i pm vallesi a Berna, si procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.
