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Tennis, Berrettini denuncia: “Minacce a mio fratello”. La piaga degli scommettitori

Matteo Berrettini (foto dai social della Federazione Italiana Tennis e Padel)

TORINO – L’allarme, questa volta, parte da Matteo Berrettini. La piaga degli scommettitori haters nel mondo del tennis arriva a colpire anche lui e suo fratello Jacopo. Mauro ha rotto il silenzio su un tema che è sempre meno un tabù e sempre più un problema dilagante tanto nel circuito maschile quanto in quello femminile al termine del match vinto al debutto agli Us Open.

“Mio fratello, al Roland Garros, ha ricevuto messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia – ha svelato il tennista romano – Ho vinto una partita e gli hanno mandato dei messaggi il cui senso era ‘Matteo è scarso, se non gli dici di perdere uccideremo la tua famiglia’. Naturalmente abbiamo segnalato tutto all’Atp e abbiamo denunciato tutto. Noi abbiamo trent’anni, siamo adulti, ma penso alle ragazze e ai più giovani che ricevono questo tipo di messaggi, può essere spaventoso. Dovremmo creare una struttura più forte, un comitato per proteggere i giocatori”.

Per il capitano dell’Italia di Coppa Davis Filippo Volandri, “minacce e insulti legati alle scommesse sono una realtà con cui molti giocatori e giocatrici si trovano, troppo spesso, a convivere. E non possiamo considerarla la normalità – ha raccontato esprimendo solidarietà a Berrettini – Il racconto di Matteo deve farci riflettere soprattutto sulla tutela dei più giovani. Dobbiamo fare tutto il possibile perché sappiano di avere una squadra pronta a sostenerli e proteggerli. Chi minaccia o intimidisce un atleta deve essere perseguito con la massima fermezza”.

Prima di Berrettini a marzo era toccato a Lucrezia Stefanini, eliminata nelle qualificazioni di Indian Wells, denunciare minacce arrivate sul suo cellulare via WhatsApp da parte di scommettitori. “Hanno nominato i miei genitori, il posto in cui sono nata, mi hanno mandato una foto di una pistola. Penso che non sia stato giusto mettermi questa pressione o questo malessere prima di un match e farmi sentire non al sicuro – ha raccontato in un video la giocatrice toscana – Ho subito denunciato tutto alla Wta, che mi ha messo a disposizione più sicurezza: mi hanno fatto accompagnare alla macchina dopo il mio match, il torneo si è mobilitato per farmi sentire al sicuro”.

Episodi simili in passato sono capitati anche a Mattia Bellucci e Francesco Maestrelli, così come all’ucraina Elina Svitolina, dopo una sua sconfitta ai quarti del torneo Wta 1000 di Montreal, match in cui partiva favorita. La tennista ha pubblicato una serie di screenshot sui suoi social con i messaggi e i commenti ricevuti dagli haters. “A tutti gli scommettitori: sono una mamma prima di essere un’atleta. Il modo in cui vi rivolgete alle donne, alle madri, è vergognoso – l’affondo di Svitolina – Se le vostre madri vedessero i vostri messaggi, rimarrebbero disgustate”.

Nel mondo del tennis un’indagine di Signify, della federazione internazionale (Itf) e della Wta ha evidenziato circa 8 mila messaggi violenti, contenenti offese e minacce, rivolti a 458 atleti sui social solo nel 2024. Un problema che tuttora resta irrisolto.


Paulo Soares

redazione@firenzepost.it

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