Autostrada A1, femminicidio-suicidio: appello del padre di Lorena alla politica. “Prendete provvedimenti”. Meloni gli risponde

FIRENZE – Si rivolge al presidente della Repubblica, alla premier e a tutti i politici, Franco Isceri, il padre di Lorena, la donna uccisa dall’ex che l’ha lanciata da un calvalcavia sulla A1. L’uomo, distrutto dal dolore, lancia un appello disperato alle istituzioni.
“Mia figlia è una brava ragazza, straordinaria, studiosa e dedita allo studio. Aveva tanti sogni e progetti e ora non li ha più. Con lei in fondo a quel cavalcavia è sepolta anche la voglia di vivere di una famiglia distrutta. Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all’unanimità, senza destra o sinistra, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri anti violenza e gli strumenti normativi per prendere provvedimenti affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane”.
MELONI – La premier Giorgia Meloni ha scritto su Facebook: “Davanti a tragedie come quella di Lorena
nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società che
protegge le donne e la loro libertà”.
“Ho ascoltato l’appello di Franco Isceri, il papà di Lorena, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e portata sull’A1, dove è stata gettata da un viadotto. Parole segnate da un
dolore -scrive la premier- che è difficile anche solo immaginare. Un padre che chiede alle Istituzioni di non dividersi, di lavorare insieme e di fare tutto ciò che è possibile perché tragedie come quella che ha colpito sua figlia non accadano più. In questa legislatura -anche grazie al contributo e al lavoro di tutte le forze politiche presenti in Parlamento- abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere. Abbiamo
reso strutturale e potenziato il reddito di libertà, rafforzato uno strumento fondamentale come il ‘Codice rosso’, introdotto tra i primi in Europa il femminicidio come reato autonomo”.
“Ma davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Perché ogni donna che viene uccisa da chi aveva promesso di amarla, difenderla, proteggerla è una sconfitta per tutti. E tutti noi, insieme, dobbiamo saper reagire. Dobbiamo continuare a cercare soluzioni, a migliorare ciò che già esiste, a fare tutto ciò che è possibile per intervenire prima che sia troppo
tardi. Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società -conclude Meloni- che protegge le donne e la loro
libertà”.
