Maggio Musicale: riapertura all’insegna della leggerezza con Drusilla Foer

FIRENZE – Il Maggio Musicale Fiorentino quest’anno, ha scelto la leggerezza per riavviare la stagione dopo la pausa di agosto, facendo salire sul palco per due sere di fila Drusilla Foer insieme all’Orchestra del Maggio, giovedì 10 settembre 2026 per Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev, con l’orchestra diretta da Salvatore Percacciolo, e domenica 13 per una bella selezione di Songs di Kurt Weill (1900-1950), con l’orchestra diretta da Timothy Brock e nuovi pregevoli arrangiamenti studiati per l’occasione e confezionati su misura per la voce di Drusilla da Luca Giovanni Logi.
Arrangiamenti originali, come aveva iniziato a dire Drusilla Foer a fine concerto ringraziando il compositore e chiamandolo sul palco; quel che voleva dire dopo è stato interrotto dagli applausi, copiosissimi e meritati. Tanto Timothy Brock quanto il pianista Loris Di Leo si dimostrano anche buone spalle per i fugaci piccoli sketch comici fra un pezzo e l’altro. Una pomeridiana davvero gradevole, in cui si sono ascoltate soprattutto songs del periodo americano di Weill; per i due brani dall’Opera da tre soldi scritta da Weill con Brecht (uno nel programma, Barbarasong, e uno nei bis, Die Morität von Mackie Messer) ha scelto le versioni italiane, ricollegandosi alla tradizione dei nostri grandi cantanti, da Domenico Modugno a Milva, che le avevano a suo tempo interpretate rendendole famose anche presso il pubblico meno poliglotta.
Drusilla ha scelto la versione italiana, benché con l’inglese se la cavi benissimo, anche per Surabaya-Johnny, forse perché la desolazione della ragazza che parla (una delle tante ragazzine sedotte e poi sfruttate di questo repertorio che dipinge mondi non troppo di fantasia) arrivasse più immediatamente e si seguisse la sua mimica di attrice consumata (dietro il personaggio di Drusilla c’è il bravissimo attore Gianluca Gori) e non i soprattitoli.
L’esibizione di Drusilla è stata ben introdotta da Brock, che ha diretto l’Orchestra del Maggio anche in An American in Paris di George Gershwin e nella suite da Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny di Weill, nella prima parte. Applausi ad ogni brano nella seconda parte e interminabili alla fine del concerto.
Apprezzatissima dal pubblico anche l’interpretazione di Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev giovedì 10, molto personalizzata. Meriterebbe di essere ripresa in orario diurno, per avere in sala un maggior numero di bambini.

