Jovanotti spegne 60 candeline: “Festeggerò con le mie ragazze e una pizza”. A novembre il documentario sulla sua vita

Sessanta candeline da spegnere per il “ragazzo fortunato” Lorenzo Jovanotti, all’anagrafe Cherubini. Oggi il cantautore compie infatti 60 anni e li festeggia a modo suo: senza pensarci troppo come chi, da sempre, non dà troppo peso a queste ricorrenze.
Un compleanno che apre inevitabilmente una nuova fase della vita. Lo abbiamo visto in gran forma al concerto di chiusura del tour al Circo Massimo il 12 settembre, allegro e saltellante come sempre, felice.
E alla inevitabile domanda sul come festeggiare, ha risposto semplicemente: “I compleanni non li ho mai festeggiati perche’ di mestiere faccio e ho sempre fatto le feste. Forse andro’ a mangiare una pizza con le mie ragazze (moglie e figlia). E’ da quando ho 16 anni che faccio le feste – ha spiegato – e quindi non festeggiamo il mio compleanno, ma quelli degli altri. Ricordo sempre che il giorno dopo il mio compleanno, c’era quello del mio babbo. E allora, nella mia famiglia, al massimo si andava fuori a mangiare una pizza e quelle erano le occasioni per andare tutti insieme a mangiare fuori. Nell’Italia degli
anni ’70 – ha ricordato – andare a mangiar fuori al ristorante era un evento e quindi con quell’occasione si festeggiava sia me che il mio babbo”.
Da Roma dove e’ nato il 27 settembre 1966 e cresciuto, si e’ poi spostato a Milano dove e’ stato preso sotto l’ala di Claudio Cecchetto. Con lui, Lorenzo Cherubini diventa Jovanotti e il ragazzo con il cappellino che canta rap e fa breccia fra i giovanissimi. E’ il cantante di “E’qui la festa”, “Ciao Mamma”, di “Ragazzo Fortunato” e man mano che va avanti, conquista pubblico e spazio con la “Tribu’ che balla”, “Lorenzo 1992”, “Lorenzo 1994”. Tutta una strada in musica, di album bellissimi, ritmati e divertenti, con l’occhio strizzato alle tematiche sociali, come nel celebre “Penso positivo”, inno all’inclusivita’, tolleranza e impegno civile, dove dice: “Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa che passa
da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa, passando da Malcolm X attraverso Gandhi e San Patrignano, arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano”.
Sara’ il cantautore di “Serenata rap”, dell’amore per i ritmi africani e cubani, della musica caraibica. E’ oggi il poeta dei versi d’amore, quelli cantati a sua moglie Francesca Valiani in “A te” e alla figlia Teresa con “Per te”, e dell’inno alla vita e alla condivisione celebrata con “Gli immortali”. Ed e’ l’uomo de “L’ombelico del mondo”, che celebra l’amicizia fra i popoli, uno spazio dove le barriere si annullano e dove si esplica bene la ‘filosofia’ del pensiero di Lorenzo Cherubini.
Oggi Jovanotti vive a Cortona, citta’ da cui e’ originaria la sua famiglia. Ma non dimentica Roma, dove torna spesso e dove ha lavorato suo papa’, in gendarmeria vaticana. Roma e la citta’ del Vaticano con il colonnato di San Pietro, dove Lorenzo andava a giocare, e pedalava in bici. A dispetto dell’eta’, di questi 60, il Jovanotti del “Ciao Mamma”, che si e’ inventato i Jova Beach party e i Jova tour in bici prosegue
imperterrito il suo percorso, radunando folle di fans che lo acclamano oggi come allora e gli fanno gli auguri, soprattutto quelli di non fermarsi, perche’ restano in attesa di altre belle parole da mettere in musica da cantare poi a squarciagola.
