Morte di David Rossi, l’ultima perizia: “Non fu suicidio, più aggressori lo tenevano fuori dalla finestra”

ROMA – L’ultima perizia smentirebbe categoricamente l’ipotesi del suicidio per la morte di David Rossi: dalle prime indicazioni che arrivano dalla simulazione effettuata oggi, 28 settembre 2026, dal Ris al Foro Italico. L’ex capo della comunicazione di Mps sarebbe stato aggredito da due o più persone a Siena il 6 marzo 2013.
Quindi il tentativo di difendersi, la presa fuori dalla finestra e il tentativo di tirarlo su prima che cadesse nel vuoto. Quella di oggi, si apprende, ha confermato che le lesioni e le abrasioni trovate sul corpo di Rossi, in particolare sulle braccia e sull’addome, sono state generate non dalla sola caduta ma con le modalità simulate, cioè con la presenza di due o anche tre persone che lo hanno aggredito nell’ufficio, poi tenuto fuori dalla finestra dalle gambe e infine tentato di tirarlo su prima della caduta fatale.
Si tratta, in dettaglio, di abrasioni e lesioni prodotte dal contatto con la finestra, con il davanzale, strisciando sul davanzale o appoggiandosi a esso.
“Il prossimo 12 ottobre sarà presentata alla commissione l’ultima perizia sulle telecamere
dove si vede un uomo che entra nel vicolo di Monte Pio”. Così Gianluca Vinci, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex capo della comunicazione di Mps, morto dopo essere precipitato da un palazzo della banca a Siena nel 2013.
Dopo la simulazione della dinamica della morte effettuata oggi a Roma, Vinci ha spiegato che “il lavoro della commissione sarà quindi di indirizzo all’individuazione dei colpevoli”. Inoltre “il materiale che emergerà dalla perizia sarà analizzato e porterà risultanze per capire cosa sia accaduto al cento per
cento o almeno ciò che più verosimilmente è accaduto: per capire la dinamica del fatto e il movente. C’è stata una precedente colluttazione e un tentativo di rientro”.
Vinci ha posto infine l’accento su alcuni degli elementi emersi dopo la simulazione, come “il volto di Rossi schiacciato sulla sbarra di ferro e sul cavetto prima di essere defenestrato e in seguito la vittima che
colpisce con violenza il proprio ginocchio” nell’attimo in cui viene buttata fuori.
AGGIORNAMENTO DELLE 15,05
“Per noi significa mettere finalmente la giusta parola rispetto a quello che abbiamo sempre sostenuto e che ci veniva costantemente negato. Grazie al lavoro scrupolosissimo di questa Commissione, a oggi riusciamo veramente a rendere onore a David, tutto questo viene fatto per lui e per ridargli quella dignità
che ha sempre avuto nella vita”.
Lo afferma Antonella Tognazzi, vedova di David Rossi, nel giorno in cui si sono svolte al
Foro Italico le simulazioni nell’ambito della perizia, disposta dall’organismo parlamentare, sul modo in cui l’ex manager di Mps è finito fuori dalla finestra e, anche se i risultati sono attesi tra almeno un mese, i consulenti confermano dai primi riscontri la tesi dell’aggressione da almeno un paio di persone.
“Non era giusto passasse per uno squilibrato che alla fine si era buttato senza minimamente tenere conto degli affetti a cui poteva provocare dolore: David non era questo”, sottolinea la vedova concludendo: “E’ una conferma a quello che, per quasi 14 anni, abbiamo cercato di dimostrare”.
