Ruby ter: difesa di Berlusconi chiede l’assoluzione. E invita “a non giudicare con il codice morale”

L’avvocato Federico Ceccoi, difensore di Silvio Berlusconi nel processo ruby ter, ha chiesto l’assoluzione perchè “il fatto non sussite”. E ha detto: “Quando invece che con il codice penale si lavora con quello morale e sulla cifra etica dei fatti, si rischia che si passi dal diritto penale del fatto al diritto penale dell’autore e mi auspico che non succeda”

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Meloni-Berlusconi: fissato l’incontro. Lei attacca la sinistra e condanna la deportazione nazifascista degli ebrei

Il contatto Berlusconi-Meloni c’è stato. Ed stato fissato per il pomeriggio di lunedì 16 ottobre 2022, probabilmente intorno alle 16, l’incontro fra la leader Fdi e premier in pectore Giorgia Meloni e il leader Fi Silvio Berlusconi. Si parla di incontro chiarificatore, un faccia a faccia per ricucire lo strappo consumato sul no a Licia Ronzulli nel Governo opposto da Meloni a Berlusconi, cui ha fatto seguito il mancato sostegno nell’urna di Forza Italia al neo presidente Fdi del Senato

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Letta: “Per le presidenze delle Camere hanno fatto le scelte peggiori”. Meloni “Si scusi”. Nel Centrodestra tensione per i ministri

‘Paletti’ irrinunciabili, che gli azzurri dovranno accettare. Altrimenti, ne sono convinti tanti tra le fila di Fdi, c’è l’eventualità che Giorgia vada avanti anche da sola, giocando di sponda con la Lega, che ha già incassato la presidenza della Camera (con Lorenzo Fontana) e blindato il superministero dell’Economia, con Giancarlo Giorgetti. C’è chi scommette, infatti, che una volta ottenuto l’incarico, se Fi dovesse andare alle calende greche, Meloni tirerebbe dritto, con il rischio concreto che Berlusconi si ritrovi delle ‘sorprese’ nella lista dei ministri, come accaduto per la formazione del governo Draghi, quando rimasero out big come Antonio Tajani e Annamaria Bernini. Nel partito dei meloniani regnano sentimenti contrastanti. Da una parte c’è fiducia per la ripresa del dialogo con gli azzurri, ma non manca chi vede la situazione piuttosto compromessa: “Difficile si riesca a ricucire”, sospira un eletto off the records, “di questo passo occorrerà trovare un’alternativa a Fi…”. Alla domanda poi se il centrodestra si presenterà unito alle consultazioni al Quirinale, Ciriani risponde: “Bisogna chiederlo a Forza Italia, non capisco perché non dovremmo”. Il governatore calabrese, Roberto Occhiuto, confida in una ricucitura dei rapporti: ”Sono convinto che si risolverà tutto tra Berlusconi e Meloni: è stato come un ceffone dato dal padre al figlio…”. Stessa scommessa che fa anche il leader della Lega, Matteo Salvini: “Tra Giorgia e Silvio tornerà l’armonia”. Tutto, comunque, è rinviato a lunedì. Intanto il totonomi non si ferma. Secondo gli ultimi boatos, tra gli azzurri papabili per l’up grade governativo, resterebbero fuori i ‘ronzulliani’ e ci sarebbero Tajani (sempre in pole per la Farnesina), Bernini (Università o Politiche europee), Gilberto Pichetto Fratin (parlamentare considerato vicino alla Bernini e gradito al numero due azzurro), l’ex presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati (Giustizia) e Maurizio Gasparri (Pubblica amministrazione). Da ambienti di Fdi si esclude una ritorsione verso i senatori azzurri che non hanno votato La Russa. Sarebbe controproducente, ragionano, perché una fatwa farebbe venire meno i voti per la maggioranza a palazzo Madama. E il Centrodestra continua a fibrillare

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Bufera sull’appunto di Berlusconi sulla Meloni. Lei replica: “Non sono ricattabile”. La Russa: “Silvio dichiari che è fake news”

Divampa lo scontro tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. E’ stato pubblicato da Repubblica.it un foglio in cui il leader azzurro bolla la presidente di Fdi come “supponente, prepotente, arrogante e offensiva”. Un’escalation di aggettivi a cui la premier in pectore replica con durezza: “Mi pare che tra quegli appunti mancasse un punto e cioè ‘non ricattabile”

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