Draghi e le nomine: difficile mediazione con l’appetito dei partiti

Mario Draghi ha un metodo: portare al tavolo del governo un dossier per volta. Ma i partiti azionisti del suo governo sgomitano per tante cose tutte insieme: a cominciare dal nuovo decreto Sostegni bis da 38 miliardi, fino alla partitona delle nomine. Con caselle delicate e ambite come Anas E Fs. Draghi si appresta a incontrare gli altri leader europei per la prima volta, di persona, da presidente del Consiglio, venerdì e sabato, a Oporto

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Coprifuoco: sarà rivisto a metà maggio. Accordo nella maggioranza di governo. Salvini e Renzi contenti

E’ arrivato l’accordo fra le forze politiche di maggioranza: a maggio ci sarà una verifica sui limiti imposti dal decreto riaperture in base all’andamento di contagi e campagna vaccinale. Se i numeri saranno favorevoli, il 15 maggio potrebbe saltare il limite delle 22 per il tutti a casa. Respinto un testo presentato da Fratelli d’Italia: 48 favorevoli, 233 contrari e 8 astenuti. Fi e Lega non hanno votato

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Recovery: Draghi lancia il piano da 248 miliardi. Per l’Italia è l’ultima occasione

Nell’enunciazione del piano da 248 miliardi, che Draghi ha illustrato alla Camera, ci sono alcune raccomandazioni ad eliminare i vizi italiani: basta ritardi, infficienze, miopi visioni di parte e una giustizia che sia finalmente rapida, con tempi dei processi tagliati rapidamente. In gioco c’è il futuro dell’Italia. O si vince questa scommessa o il Paese affogherà nei debiti e nell’arretratezza

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Draghi: «Ristoranti aperti la sera, ma all’aperto. Aiuti a chi ha perso tutto. E faremo debito buono»

Nelle parole che Mario Draghi ha pronunciato durante l’attesa conferenza stampa, le notizie che gran parte d’Italia aspettava con ansia: dal 26 aprile torneranno le zone gialle, con un giallo rafforzato, che però significa riapertura delle scuole, in presenza, nelle zone gialle e arancioni; riapertura delle attività di ristorazione, sport e spettacolo. Def e aiuti a chi ha perso tutto. Alitalia e Stellantis. Pass per spostamenti fra Regioni

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Draghi stringe sul Recovery. Ma c’è fibrillazione fra i partiti su Def e aperture

Mario Draghi ha ingaggiato una corsa contro il tempo: vuole inviare a Bruxelles il piano nazionale di rilancio e resilienza (Pnrr) entro il 30 aprile. Per mettere le mani sulla prima tranche dei fondi del Recovery plan che per l’Italia ammontano a 27 miliardi. Una tranche che Draghi vuole incassare presto. E per raggiungere il risultato, ed essere serviti al tavolo Ue, bisogna arrivare prima degli altri

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