Covid, generale Figliuolo: «Vaccini, in arrivo 3 milioni di dosi. E’ il cambio di passo». Anche per la Toscana (si spera)

Fra lunedì 29 marzo e Pasqua arriveranno in Italia quasi 3 milioni di dosi di vaccino anti Covid: in una sola settimana più di quante ne sono state consegnate in 45 giorni tra gennaio e febbraio. La speranza? Che l’ottimismo del commissario, il generale Figliuolo, si riveli fondato dati alla mano. E che benefici tutto il Paese: anche la Toscana, dove gli over 80 sono rimasti indietro nella vaccinazione, con buona pace delle giustificazioni del governatore, Eugenio Giani

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Dl Covid: la Lega si asterrà sul voto al Senato. Ma accusa Conte, non Draghi

Ad annunciarlo in Aula è stato il senatore Luigi Augussori: «Considerate le premesse non condivisibili su cui è nato questo provvedimento, risalente al precedente governo giallorosso – ha detto Augussori – e che ci hanno portato a votare una pregiudiziale nei giorni scorsi, ma confidando che d’ora in poi verranno recepite le nostre richieste, annuncio la nostra astensione»

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Sottosegretari: la lista sul tavolo di Draghi. Le indicazioni dei partiti. Editoria: Martella verso la conferma

Dal governo fanno notare che molto dipende dai partiti, perché se i ministri li ha scelti Draghi, a loro sono state chieste rose di nomi per completare la squadra di governo. Con l’invito a indicare molte donne, fino garantire una presenza del 60%. E qui iniziano i problemi, perché se un partito come il Pd, dopo la bufera interna, dovrebbe indicare cinque donne su sette, in altre liste la quota non sarebbe rispettata. I nomi

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Governo Draghi: golden share, partiti in guerra. Salvini: «Al Senato Centrodestra è maggioranza. Superati Pd-M5S-Leu»

Quindici senatori espulsi dal Moimento Cinque Stelle, ed ecco che Matteo Salkvini rivendica la maggioranza al Centrodestra di Palazzo Madama: 118 senatori (Lega, Fi, Cambiamo) contro i 116 del Centrosinistra (Pd, M5S e Leu). Tutto questo pesa sul governo Draghi, che deve destreggiarsi non con una ma con più maggioranze. Ovviamente di orientamento diverso. E quei numeri vengono fati valere, da subito, nella partita per la nomina dei sottosegretari

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Governo Draghi: fiducia larghissima anche alla Camera. 536 sì e 56 no

Ha fatto quasi il pieno anche alla Camera, il governo di Mario Draghi. Ha ottenuto 536 sì contro 56 no. Solo 5 gli astenuti. E c’è anche chi non ha votato: due deputati risultavano in missione. In dodici non hanno risposto alla votazione. Draghi ha dunque la fiducia del Parlamento italiano, ma non supera la quota record del governo Monti che nel 2011 a Montecitorio toccò la vetta storica dei 556 voti favorevoli

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Draghi: «L’unità è un dovere. Bisogna ricostruire il Paese, come nel dopoguerra»

E’ finito fra applausi e standing ovation dell’Aula del Senato, l’intervento di Mario Draghi. Che, sostanzialmente, ha lanciato un appello all’unità nazionale, senza divisioni e polòemiche, in modo da affrontare la situazione con lo slancio costruttivo che l’Italia ebbe nel dopoguerra. Questo è un dopoguerra. Anzi è una guerra non ancora conclusa. Un po’ emozionato, Draghi ha cominciato ringraziando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per l’onore dell’incarico

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