Governo Draghi: aperture di Berlusconi e Di Maio. Conte: «Non sono un ostacolo»

C’è stata una doppia apertura, al presidente incaricato Draghi, a poche ore dall’avvio del primo giro di consultazioni. Arriva da Berlusconi e Di Maio. Il presidente di Fi avverte il centrodestra che la scelta di Mattarella per l’ex presidente della Bce «va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l’unità sostanziale delle migliori energie del Paese»

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Di Maio risponde a Zingaretti: «No a un’alleanza M5S-Pd, ma solo patti civili. Come in Umbria»

Il Capo del M5S: «Quella umbra non è un’alleanza. Molti mi dicono: Luigi ma allora non possiamo parlare più male del Pd? E io dico: tu puoi farlo, ma sei sicuro che serva ancora parlare male degli altri?. Noi non proponiamo alleanze regionali con il Pd, noi al massimo proporremo altri patti civili, per liberare le Regioni dalle correnti, dai partiti»

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Di Maio a Conte: «Sì ai nostri punti o il voto. E no alla patrimoniale». Zingaretti: «Basta ultimatum». E controreplica

Di Maio: «Da parte del M5S c’è una netta contrarietà alla patrimoniale. Il carico fiscale è anche disordinato a causa della burocrazia, e questo dovrà essere un governo pro-imprese. L’aumento dell’Iva va bloccato. Riteniamo che non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza. Vanno tenute in considerazioni le osservazioni del capo dello Stato». Replica di Zingaretti e controreplica del Capo pentastellato. Sabato 31 agosto riunione decisiva a Palazzo Chigi

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Mattarella convoca Conte per l’incarico. Ma Pd e M5S si scontrano su Di Maio. Grillo: «Ministri tecnici»

Non c’è un programma e non esiste l’intesa sulla distribuzione dei ministeri. A cominciare dall’affidamento deaal poltrona del vicepremier: il Movimento 5 stelle la vuole per Luigi Di Maio, mentre il Pd la rivendica, considerato che Conte deve essere considerato esponente pentastellato. Berlusconi, Meloni e Salvini vogliono le elezioni e paventano patrimoniale e super tasse sugli italiani

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Pd-M5S: non c’è accordo. I Dem: no a Di Maio vicepremier e al voto su Rousseau

«Rischia di saltare tutto – dicono i dem – perché Di Maio rivendica la vicepresidenza del Consiglio».  E c’è un altro ostacolo, che il Pd giudica alla stregua di no sgarbo istituzionale: ossia il voto sulla piattaforma Rousseau dopo che Mattarella si sarà pronunciato. In ogni caso, il Capo dello Stato potrebbe comunque fare il tentativo affidando l’incarico a Conte

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Pd e 5stelle vanno avanti: l’ipotesi Fico premier piace ai Dem. Di Maio non gradisce. E la base chiede un voto su Rousseau

fonti del Nazareno commentano in serata l’ipotesi che sembra crescere nelle ultime ore e che vedrebbe il presidente della Camera possibile premier di un governo M5s-Pd. L’idea è emersa in un vertice della maggioranza Pd e vedrebbe concordi i renziani. Conte esclude una nuova intesa con la Lega. Ma sa che Zingaretti non lo vuole. Intanto la base protesta e non vuole l’accordo del Nazareno

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Governo va avanti: Salvini-Di Maio, faccia a faccia di un’ora. Poi il leader leghista ha visto Conte

I due vicepremier, a quanto riferiscono fonti di M5S e Lega, hanno fatto il punto della situazione politica alla luce degli avvenimenti dell’ultima settimana. Il vertice sarebbe «andato bene», ha detto il ministro dell’Interno al termine dell’incontro. Salvini ha riferito di non aver visto anche il premier Conte, dopo Di Maio. La cerimonia del Ventaglio

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