La tragedia di Prato, Kyenge: «Cinesi lavoratori invisibili»

Nella tragedia che si è consumata a Prato possiamo parlare di persone ridotte in schiavitù, al limite della dignità umana. Così il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge convinta che servano «controlli approfonditi sin dal momento dell’apertura di queste fabbriche. La prima provincia per irregolarità è Napoli, Prato è al decimo posto, sottolinea il ministro del Lavoro Enrico Giovannini.

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Incendio nella fabbrica di cinesi a Prato, 7 morti. Crollano i loculi dove vivevano

Carbonizzati dalle fiamme mentre dormivano. Uno dei 7 operai cinesi morti era in pigiama, uno di loro ha cercato la salvezza mentre le fragili pareti ardevano e il soppalco stava per crollare, ha spaccato il vetro del finestrone, ha sporto un braccio, ma le sbarre lo hanno bloccato. Due intossicati gravi. L’inchiesta della Procura sarà per omicidio colposo.

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Incendio nella fabbrica a Prato, vivere e morire nei capannoni cinesi

Attorno alla fabbrica bruciata in via Toscana a Prato si snoda tutto il sistema industriale del pronto moda cinese che alimenta il mercato dell’abbigliamento europeo. Il labirinto di ditte del Macrolotto, per lo più a conduzione cinese e con mano d’opera cinese, sorge alla periferia sud del capoluogo laniero. Lavoratori irregolari in ditte irregolari, dove i diritti sono un optional.

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Incendio nella fabbrica a Prato, Rossi: «Faccio appello al Governo»

Siamo in presenza di imprese, come dimostra il lavoro della magistratura, spesso sottoposte al racket cinese, della grande criminalità cinese. Io credo che bisogna muovere anche gli accordi tra governo italiano e governo cinese e smuovere la situazione per fare interventi di carattere strutturale. Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi nel corso della visita al capannone nel Macrolotto di Prato dove sono morti 7 lavoranti cinesi.

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