Firenze: negozi sfitti e vacanze disdette. Il rilancio? Portare recovery in riva all’Arno. E togliere vincoli

Le disdette negli alberghi sono l’ultimo colpo dato a Firenze. Che deve guardare avanti: chiedendo al governo che un pezzo di recovery plan venga portato in riva all’Arno, ossia a Firenze (e non solo per lo stadio Franchi, che poteva benissimo essere risistemato da Commisso se non gli avessero messo inutili bastoni fra le ruote) ed è necessario che si allentino divieti che ingessano e tengono bloccata la città da decenni

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Stadio Franchi: restauro da 200 milioni con il recovery plan. Che restituiremo in tasse

Il ministro della cultura, Dario Franceschini, si dichiara disponibile a far sì che il governo investa almeno 200 milioni (ma potrebbero essere necessari anche 300 o più) del recovery plan, cioè di soldi pubblici, per il restauro dello Stadio Franchi di Firenze. Questo dopo che ministero e soprintendenza fiorentina hanno sbarrato la strada al presidente della società viola, pronto a investire di tasca sua. Morale? Il rifacimento dello stadio si trasfotrmerà in nuove tasse

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Recovery plan: McKinsey consulente del Mef per la stesura del piano. E scoppia la polemica

Per la stesura del Recovery Plan il ministero dell’Economia e delle Finanze si avvarrà della consulenza di McKinsey. Non ci sono stati, su questo, nè comunicati, nè conferenze stampa. Repubblica e il Fatto sventolano la rivelazione come uno scoop. Per questo si è scatenata la polemica. Soprattutto da ex appartenenti alla maggioranza del Conte bis. Da altri settori della politica e dell’informazione, si rileva invece che non ci sono motivi di inopportunità

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