Montelupo, l’Ospedale psichiatrico giudiziario non chiuderà il 1 aprile. La Regione trova 6 residenze alternative (non pronte)

MONTELUPO FIORENTINO – Come nel «Deserto dei tartari», il celebre romanzo di Dino Buzzati, Villa Ambrogiana, sede dell’ospedale psichiatrico fiorentino, è ormai una «Fortezza Bastiani». Un luogo, cioè, dove lo scorrere del tempo sembra non avere senso e chi ci vive e ci lavora non può che aggrapparsi a speranze tanto fantastiche quanto apparentemente vane.
Lo dimostra il fatto che 48 ore prima dall’entrata in vigore della nuova legge che decreta la fine degli ospedali psichiatrici giudiziari in Italia e il loro superamento grazie all’inserimento dei detenuti e degli internati in altre strutture, la direttrice dell’Opg toscano, Antonella Tuoni, ha fatto sapere che «la chiusura di Villa Amrogiana il primo aprile non ci sarà».
«Domani 31 marzo – afferma la direttrice – lavorerò come sempre, sabato scorso c’è stato l’ingresso di una persona proveniente da una comunità e non ho indicazioni su provvedimenti di trasferimento con l’assegnazione delle persone attualmente all’Opg nelle strutture individuate dalle regioni».
«La Regione Toscana ha individuato le strutture – ha aggiunto Tuoni -, ma ancora non è pronta; di fatto i toscani che sono all’Opg il primo aprile continueranno ad essere qui e quindi la chiusura non ci sarà. Nel caso in cui i magistrati decidano per la misura di sicurezza provvisoria detentiva a un toscano, lo manderanno qui e non in una residenza non ancora operativa».
Da parte sua la Regione Toscana spiega in un comunicato che il superamento dell’Opg è uno degli obiettivi «prioritari» e che sono stati individuati percorsi socio-assistenziali e di cura da realizzarsi nell’ambito territoriale.
Ma tant’è. Il primo di aprile la legge entra in vigore ma l’ospedale psichiatrico di Montelupo continuerà a funzionare come ogni altro giorno. A oggi sono presenti 115 pazienti internati, di cui 49 toscani, il resto proviene da altre zone d’Italia.
In vista del superamento dell’Opg, che però non potrà avvenire dal 31 marzo, la Regione Toscana ha individuato sei residenze per ospitare gli internati. Le soluzioni sono contenute in una delibera approvata dalla giunta regionale nel corso della seduta di oggi pomeriggio, 31 marzo. Le residenze individuate sono l’Istituto Mario Gozzini e la struttura psichiatrica residenziale “Le Querce” a Firenze (Asl 10 Firenze); la Comunità terapeutica “Tiziano” ad Aulla (Usl 1 Massa Carrara); la struttura residenziale “Morel” a Volterra (Usl 5); il modulo residenziale “I Prati” ad Abbadia San Salvatore (Usl 7 Siena) e il modulo residenziale in struttura terapeutico riabilitativa di Arezzo (Usl 8). Nella delibera si stabilisce anche di impegnare la Asl 10 di Firenze ad eseguire l’analisi di fattibilità inerente, si spiega
in una nota, la “quantificazione e qualificazione degli interventi di adeguamento dell’Istituto Mario Gozzini a Sollicciano (conosciuto come “Solliccianino”), corredandola di cronoprogramma. L’Istituto Gozzini è destinato a ospitare 22 internati.
