La soppressione non è scattata, troppi gli interessi in gioco

Enti inutili: il Governo ha dimenticato di sopprimerli. Sono ancora tutti vivi e vegeti

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Sede Cnel

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ROMA – Ogni governo, nel programma di razionalizzazione della spesa, mette in conto l’eliminazione degli enti inutili, dei quali è stata stabilita la soppressione già da molto tempo, senza alcun risultato pratico. Dopo la giubilazione di Cottarelli la loro cancellazione sembra sparita dall’agenda di Renzi.

CNEL – Questo tema spinoso era stato inserito tra le priorità del governo, insieme alla riforma della pubblica amministrazione e alla riduzione delle imposte. Mentre la riforma della P.A. Sta faticosamente procedendo, dopo circa un anno di legislatura il nodo dell’abolizione degli enti inutili è ancora nel cassetto del governo. Era stato fatto un elenco prioritario di 500 enti da sopprimere con priorità. Fra questi spiccava il Cnel, Consiglio Nazionale per l’economia e il lavoro.

500 ENTI – Il Codacons, rileggendo i diversi censimenti ha calcolato che sono oltre 500 questi casi che pesano sulle casse dello Stato per circa 10 miliardi di euro all’anno. Dall’Unione italiana Tiro a Segno fino al Centro piemontese di studi africani, passando all’Istituto di sviluppo ippico per la Sicilia e a quello per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere a Venezia. Tra gli enti miracolosamente scampati ai diversi tentativi di riordino c’è anche l’Unione Nazionale per la Lotta contro l’analfabetismo. Un problema, quello dell’analfabetismo, che resta, secondo gli ultimi dati Istat, ma in modo estremamente ridotto. Se nel 1961 riguardava l`8,7%degli italiani nel 2011 circa 1`1% della popolazione. Sopravvive ancora l’Istituto per lo sviluppo agroalimentare, decretato inutile da Monti e poi rianimato dal Parlamento. Al pari dell’Istituto per il commercio estero, che poi è stato trasformato in Agenzia. Infine l`Enit (turismo), più volte finito nella lista degli enti di cui si potrebbe fare a meno. Il ministro Franceschini gli ha ridato ossigeno annunciando l’approvazione definitiva dello statuto che chiude la fase di commissariamento e rende operativa la riforma dell’agenzia.

RENZI – Passate le slides per la spending review e l’ammirazione per il lavoro del Commissario Cottarelli, giubilato perché scomodo, Renzi ha accantonato il problema, che peraltro comporterebbe un buon risparmio per la casse pubbliche eliminando molte seggiole e poltrone. Ma nemmeno il governo Renzi sembra rivolgere troppa attenzione a questo tema.

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Camillo Cipriani

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