Non sembra possibile sanare tutto per decreto

Fisco: pasticcio dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate. A rischio entrate per 8 miliardi

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Renzi e Padoan

Renzi e Padoan

Si complica ulteriormente il caso degli oltre 700 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale, insieme agli atti e alle cartelle esattoriali da loro firmati. Il premier Matteo Renzi, dopo un incontro con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan – il quale chiedeva un decreto per evitare il blocco della macchina fiscale – avrebbe escluso la possibilità di sanare la situazione con un decreto. Niente provvedimento d’urgenza: non verranno ripristinate le cariche dei dirigenti assunti senza concorso e retrocessi a funzionari dalla sentenza della Consulta. E così, la macchina-Fisco si inceppa. Vediamo con quali possibili conseguenze.

STATO – L’Agenzia delle Entrate, responsabile del pastrocchio, ha lanciato l’allarme sul blocco dell’operatività che si verificherebbe. Con la conseguenza di un mancato gettito stimato tra i 5 e gli 8 miliardi di euro. Nello specifico, per lo Stato, rischiano di svanire gli introiti derivanti dal ravvedimento lungo operoso, che si concretizzano in 4-5 miliardi dal blocco del contenzioso con i grandi contribuenti e 3 miliardi dalla voluntary disclosure.

RENZI – Renzi, fanno notare fonti vicine al governo, sarebbe convinto del fatto che la soluzione debba essere trovata senza rischiare decreti urgenti che possono essere bocciati dal Colle poiché interpretati come un escamotage per “dribblare” la Corte Costituzionale. In pratica c’è il rischio concreto che il Presidente Mattarella possa non firmare l’eventuale decreto e respingerlo al mittente.

DECRETO – In attesa del concorso che dovrebbe regolarizzare la situazione, il ministro Padoan, su pressione delle Entrate, voleva – per decreto – stabilire la possibilità di incentivare con remunerazioni più elevate i funzionari ai quali i dirigenti delegano alcune attività. Questa soluzione permetterebbe di riassegnare ai funzionari i vecchi incarichi mantenendo anche lo stipendio, che dopo la sentenza, in parecchi casi, risulta decurtato più della metà. Ma per Renzi e Palazzo Chigi, come detto, lo strumento del decreto non è percorribile, con il conseguente rischio-paralisi dell’Agenzia e del mancato incasso di 8 miliardi.

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Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

Commenti (3)

  • dan

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    si e uno come me che dichiara in chiaro tutto che ha guadagnato in uk e paga la differenza in italia per poi essere preseguitato dai dirigenti >competenti> che non sanno o non riconoscono la convenzione tra uk e italia, che ti vedono come evasore!!! e non ti ascoltano, di questi che ne dici?

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  • Pino

    |

    Belle parole. Tutto giusto. Le tasse vanno pagate e vanno retribuiti adeguatamente i funzionari dello Stato.
    Andrebbero, però, eliminati subito (!) gli incentivi che codesti funzionari percepiscono sugli accertamenti.
    Dato che “arrotondando” – sia pure legalmente – le loro entrate, i funzionari spesso diventano rapaci.
    Tengono famiglia…
    E poi non rispondono per nessuno degli errori che fanno.

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  • CARLO

    |

    Una tra le attività più praticate da un mese a questa parte è la caccia al dirigente Agenzia delle Entrate. Chi lo chiama, illegittimo, chi falso, chi decaduto, chi inoltre si esibisce in termini offensivi senza rispetto alla persona e alla sua professionalità arrivando a offendere quel pezzo dello Stato che ha fatto recuperare miliardi di euro attorniandosi di laureati tra i più capaci e preparati vincitori di concorsi indirizzati alla carriera direttiva. Siamo alla presenza di vera e propria caccia all’uomo e ci sono contribuenti e anche evasori che si scambiano i nomi come se fossero figurine Panini. Manca solo che accanto al nome del dirigente sia affissa la sua foto con lo scritto wanted. Forse a tutti non è chiaro o non è stato chiarito o fanno finta di non capire che comunque siamo alla presenza di vincitori di concorso pubblico col titolo di direttore, di laureati, di professionisti che hanno anni e anni di esperienza al servizio dello Stato e sono in grado di tenere testa a consulenti o avvocati molto qualificati e che conosco tutte le scappatoie. Ci sono dentisti falsi, avvocati falsi, medici falsi, chirurghi falsi che ammazzano la gente, segretarie false, portaborse falsi, parlamentari falsi che passano da un partito a un altro senza rispetto della volontà dell’elettorato o che sono sempre assenti e non partecipano alle Assemblee ma nessuno ne parla! . Ovviamente c’è anche chi dichiara di essere nullatenente mentre possiede immense proprietà mobiliari e immobiliari, chi evade il fisco mediante fatture false o scannerizzate, chi dichiara che la propria villa a Capri vale quando un sottoscala, e peranto è impossibilitato a fare ricorso tramite i canali previsti dalla legge, preferisce approfittare del vuoto legislativo, per riavere il malloppo accumulato in modo fraudolento. Se a questi dirigenti vincitori comunque di concorsi pubblici sono stati dimezzati gli stipendi, a chi occupa poltrona in vera pelle con segretaria e autista in Enti Pubblici o a Partecipazione Statale , senza aver fatto nemmeno un concorso o un dettato, prima della Sentenza della Corte Costituzionale, quale, per assurdo, potrebbe essere il trattamento a lui riservato? Il Ministero delle Finanze ha il diritto e il dovere di difendere questi suoi dipendenti per riconoscenza del loro lavoro che ha reso il Fisco italiano il più efficace ed efficiente che possa esistere.

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