Monsignor Simone Giusti dopo un furto di particole nella cappella dell'ospedale

Livorno, allarme del vescovo: «Le ostie rubate potrebbero servire per riti satanici»

di Domenico Coviello - - Cronaca, Primo piano

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Il vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti

Il vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti

LIVORNO – È allarme satanismo a Livorno. Lo lancia il vescovo, monsignor Simone Giusti, che, oggi 25 maggio, non ha usato tanti giri di parole in un suo intervento apparso sul giornale online della diocesi, Lasettimanalivorno.it: «Trafugare le sacre particole fa sospettare purtroppo la volontà di sacrilegio e l’ipotesi di culti demoniaci sul nostro territorio», ha scritto il prelato.

Il riferimento è a un furto di ostie consacrate avvenuto ieri, 24 maggio, nella cappella dell’ospedale della città. «La gioia che ci ha regalato la festa patronale di San Giulia – ha aggiunto monsignor Giusti – si è purtroppo tramutata in tristezza dinanzi alla profanazione dell’Eucarestia nella cappella dell’ospedale».

«Avessero rubato le pissidi e lasciato le ostie – ha concluso il vescovo – un furto per racimolare qualche soldo e magari poter mangiare forse sarebbe stato compreso, ma trafugare le sacre particole fa sospettare purtroppo la volontà di sacrilegio e l’ipotesi di culti demoniaci sul nostro territorio. Speriamo di essere smentiti su questa eventualità».

Ad accorgersi del furto, spiega Lasettimanalivorno.it, era stato don Luca Esposito, quando durante la messa delle 10 di domenica 24 maggio, al momento della comunione si era recato alla teca per prendere le particole già consacrate e distribuirle ai fedeli. È stato a quel punto che il sacerdote si è accorto che la teca era stata forzata e dal suo interno erano state portate via le pissidi con le ostie. Dal tabernacolo mancava anche una teca più piccola, contenente le ostie senza glutine per i fedeli celiaci.

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Domenico Coviello

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