La nomina soggetta all'approvazione dell'Assemblea, sarà operativa dal 6 agosto

Monte dei Paschi di Siena: finisce anche l’era Profumo. Quale svolta con Tononi?

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Il Monte dei Paschi di Siena

Il Monte dei Paschi di Siena

La vicenda del possibile risanamento della banca senese, anche attraverso interventi esteri, sta prendendo una nuova strada, nel solco degli eventi degli ultimi tre anni. Dopo l’uscita di Alessandro Profumo, che ha gestito in questo periodo il Monte, è pronto adesso Massimo Tononi per la presidenza dello storico istituto. Quale svolta aspetta la storica banca?

TONONI – La candidatura Tononi è risultata vincente ed è pronta per essere formalizzata. Attualmente Tononi, ex banchiere di Goldman Sachs, ma anche sottosegretario all’Economia durante il governo Prodi, è presidente di Borsa italiana. Tra le alternative, nelle settimane scorse, aveva preso consistenza anche quella di Pietro Modiano, che però ha preferito restare a Milano dove sta svolgendo l’incarico di presidente della Sea, la società aeroportuale a cui fanno capo gli scali di Linate e Malpensa.

PROFUMO – Quanto all’addio di Profumo, il d-day è stato fissato per il 6 agosto con l’approvazione dei conti semestrali del gruppo che, considerando l’ultima ricapitalizzazione da tre miliardi, mostreranno anche a che punto è il processo di ristrutturazione avviato tre anni fa dal manager. Poco dopo l’annuncio delle dimissioni di Profumo, Fondazione Mps, Fintech Advisory e Btg Pactual (soci del patto di sindacato a cui complessivamente fa capo il 5,48% del capitale) hanno, come detto, ufficializzato la candidatura alla presidenza di Massimo Tononi, numero uno di Borsa Italiana e di Prysmian, alla presidenza di Rocca Salimbeni, augurandosi che «su tale nominativo possa convergere un ampio consenso dei soci di Mps».

BANK OF CHINA – Intanto prosegue la girandola di voci sul futuro della banca senese e sul processo di aggregazione con altri istituti soprattutto stranieri che dovrebbe vedere Mps protagonista nei prossimi mesi. Un passo imposto dalla vigilanza unica europea, ovvero dalla Bce di Mario Draghi. Adesso nel capitale è entrata, con il 2%, anche People Bank of China, come aveva anticipato FirenzePost. Per mesi si era parlato di Ubi come possibile partner di Rocca Salimbeni ma l’istituto guidato da Victor Massiah avrebbe deciso di non procedere oltre dopo i primi contatti preliminari. Tra i papabili ancora in lizza vi sarebbero invece le spagnole Bbva e Sabadell, anche se non manca chi sottolinea come la riforma delle popolari porti con sé numerose opzioni di aggregazioni che, rispetto a Mps, presentano rischi inferiori e maggiori attrattive.

MONTI – Sembra così avviata a conclusione la vicenda annosa della storica banca, gestita praticamente prima dal PCI poi dal Pd attraverso la presenza degli enti locali senesi, trovatasi in cattive acque dopo la gestione Mussari, traghettata poi da Profumo grazie anche agli interventi del governo Monti con i Montibond, 4 miliardi di aiuti di Stato ricevuti dal Monte, che ha recentemente provveduto al rimborso.

Morale: la politica e alcuni banchieri senza scrupoli hanno lucrato sulla finanza e hanno mandato in rovina una gloriosa banca, i tecnici prestati alla politica hanno fatto sì che si risollevasse con ingenti contributi pubblici, a questo punto sono intervenuti anche i cinesi intravedendo un interesse. E noi paghiamo.

 

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Camillo Cipriani

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