Stava andando a giocare la finale di Coppa del Sudamerica

Lutto nel calcio: aereo con il Chapecoense (serie A brasiliana) si schianta in Colombia. 75 morti: giocatori, allenatore, giornalisti. Come il Grande Torino nel 1949

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Sport, Top News

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I giocatori della squadra brasiliana in aereo prima del tragico schianto in Colombia

I giocatori della squadra brasiliana in aereo prima del tragico schianto in Colombia

SAN PAOLO (Brasile) – La sciagura di Medellin, in Colombia, dove è precipitato l’aereo con la squadra brasiliana del  Chapecoense, con 75 vittime fra giocatori, tecnici e giornalisti, ha drammaticamente ricordato la tragica fine del Grande Torino di Valentino Mazzola, Romeo Menti (ex ala della Fiorentina che venne riconosciuto proprio per il distintivo con il giglio che portava sulla giacca), Bacigalupo, Grezar, schiantatosi con l’aereo sulla collina dominata dalla basilica di Superga nel 1949. Non a caso, il Torino ha voluto giocare la partita di Coppa Italia contro il Pisa (finita con il risultato di 4-0 per i granata) con il lutto al braccio.  Il Brasile ha decretato tre giorni di lutto nazionale. Il Chapecoense era una piccola squadra arrivata a un grande risultato: la finale della Coppa del Sud America contro il Nacional di Medellin.  Sei i sopravvissuti, secondo l’ultimo bilancio di una situazione che si è rivelata di ora in ora in evoluzione, nel disastro che ha visto precipitare un volo charter con a bordo 72 passeggeri e nove membri dell’equipaggio. L’aereo era partito da San Paolo, aveva fatto scalo in Bolivia, è precipitato a una cinquantina di chilometri da Medellin. «Apparentemente l’aereo è caduto per aver finito il carburante», ha indicato il sindaco di La Ceja Elkin Ospina. Poi la compagnia Lamia, che ha operato il volo, ha parlato di problemi al sistema elettrico, comunicati dall’equipaggio.

I giocatori del Chapecoense si recavano a Medellin per affrontare l’Atletico Nacional nel match di finale della «Copa Sudamericana». Dopo l’incidente, la Confederazione sudamericana di calcio (Conmebol) ha deciso l’annullamento di tutte le partite e di ogni attività. Tra le partite saltate, ovviamente, la finale d’andata della Copa Sudamericana che vedeva protagonista proprio il Chapecoense, il club della serie A brasiliana, attorno a cui si stringe ora il mondo dello sport. Ci sono anche due brasiliani con origini italiane. Lo si apprende da fonti locali. Si tratta di Eduardo De Castro Filho e Luiz Carlos Sarolli, di Curitiba. Entrambi avevano acquisito il passaporto italiano per discendenza familiare. Il disastro si è portato via anche grandi promesse. Forse nel suo futuro ci sarebbe potuta essere l’Italia: i sogni di
Gimenez, 21, anni, laterale destro, si sono infranti sulle montagne della Colombia. Il calciatore della Chapecoense è morto nello schianto dell’aereo, con a bordo tutta la squadra. Nella sciagura di Medellin, sei i sopravvissuti su 81 passeggeri, tre di loro suoi compagni di gioco: Alan Ruschel, Jackson Follmann e Helio Zampier.

«Un destino crudele», ha detto all’ANSA il brasiliano Wagner Cruz, agente di calciatori, che stava in contatto con l’agente di Gimenez proprio per parlare di Italia. «Una promessa, un nome fortissimo. Ha fatto una stagione bellissima. Era pronto per grandi club», ha detto l’agente dei calciatori della Artsport, Leonardo Cornacini che, raggiunto telefonicamente, fa capire cosa significa questa tragedia: «Tutto il Brasile da nord a sud piange in nostri ragazzi. A bordo c’erano tanti amici, non solo calciatori. C’erano giornalisti, c’era Mario Sergio, ex calciatore e commentatore amato e famoso, il giovane allenatore, 51 anni, Caio Junior. Oggi è un giorno molto confuso. Ancora stento a crederci. La vita è fragile». Il 21enne, nato a Ribeirao Preto (San Paolo) è stato ex giocatore del Gois, poi ha militato nel commerciale-SP e in seguito al Botafogo-SP, dove  eccelse nella Coppa Paulista nel 2014 e nel campionato dell’anno scorso.

Il destino, su quell’aereo ha portato via anche la vita di Everton Kempes dos Santos Gon‡alves, l’attaccante di 34 anni. «Non posso immaginare un disastro come questo. È un momento drammatico per tutto il popolo brasiliano. Stavo negoziando per lui la possibilità di andare in Turchia», racconta Henrique Spetseri. Che, parlando del Chapecoense, dice: «Era una squadra che piaceva a tutti. Una piccola squadra che era arrivata a un grande traguardo, questa finale. E tutti erano contenti».

I resti dell'aereo della squadra brasiliana vicino a Medellin, in Colombia

I resti dell’aereo della squadra brasiliana vicino a Medellin, in Colombia

Tutti piangono le vittime della tragedia aerea, in particolare i giocatori. In un tweet il Milan scrive: «I nostri cuori e pensieri sono oggi per il @ChapacoenseReal today# ForçaChape». Wayne Rooney parla di «Cattive notizie questa mattina. I pensieri sono al @ChapacoenseReal, alle famiglie ed agli amici». Ricordano gli avversari della massima serie brasiliana il San Paulo che ha cancellato per lutto la presentazione del tecnico Rogerio Ceni.Cordoglio dal Mancheter United e dalla Roma (il pensiero dell’As Roma è rivolto al @ChapacoenseReale a tutte le persone coinvolte nella tragedia aerea in Colombia). Anche Barcellona e Boca Junior si dichiarano in lutto. Dal Corinthians un messaggio di forza agli amici del @ChapacoenseReal. Condoglianze da Atletico Madrid, Marsiglia, Liverpool, Monaco, Fluminense, Chelsea e l’hashtag
#ForçaChapacoense. Tra i primi ad esprimere il loro dolore Franco Baresi, Sergio Ramos e tanti altri.

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Ernesto Giusti

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