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Giannino a Firenze: in Parlamento pronto a lavorare con Grillo

di Marco Bastiani - - Politica

Oscar Giannino ieri a Firenze

Oscar Giannino ieri a Firenze

FIRENZE – Una conferma – quella della stima per il sindaco Matteo Renzi – e un’apertura a sorpresa, su alcuni temi, a Beppe Grillo. Oscar Giannino conferma la sponda al “rottamatore” (che lo ha invitato a venire alla partita della Fiorentina vista la sua fede torinese, dunque anti-juventina) e si dice pronto a lavorare insieme al M5S su una serie di punti comuni. Il leader nazionale di “Fermare il Declino” era ieri a Firenze per alcuni appuntamenti elettorali: prima ha incontrato gli elettori all’enoteca “Piazza del Vino” dove era in corso una degustazione di Sagrantino e una performance di EnoArte, poi è intervenuto a una cena al “Cavolo Nero” e infine lo spettacolo Una cena italiana al teatro Puccini.

Partiamo da Firenze, la città di Matteo Renzi. Più volte ha speso parole positive nei suoi confronti: quante potrebbero essere le preferenze per “Fare” tra i sostenitori del sindaco che non vogliono votare Bersani?

Non so dirlo, ma abbiamo lanciato più volte appelli all’elettorato e ribadisco la stima con Matteo, col quale ci siamo mandati anche messaggi prima dell’inizio della partita. Credo che Bersani abbia perso una grande occasione: se avesse concesso a Matteo Renzi primarie aperte come a Romano Prodi, l’unico del centrosinistra che finora ha battuto due volte Berlusconi, il sindaco le avrebbe vinte e avremmo creato immediatamente un tavolo con fronte vastissimo – oltre a noi, ampie frange del mondo cattolico a altri pezzi della società civile – per un programma molto diverso dalla piattaforma per il lavoro della Cgil. Ci saremmo risparmiati sia il ritorno in campo di Berlusconi sia l’iniziativa neocentrista di Monti, e saremmo entrati a vele spiegate nella Terza Repubblica. Credo che il Pd abbia commesso un errore, ma per il futuro rilanciamo l’appello: noi siamo pronti a un nuovo appuntamento di questo tipo. Chi tiene a una svolta riformista per il Paese tenga conto che noi siamo in campo per questo.

Non più tardi di qualche giorno fa l’intervento della magistratura nel cantiere fiorentino della Tav ha riportato in auge il tema del rapporto tra giudici e sviluppo strutturale. Che ne pensa?

Di fronte a iniziative della magistratura, non condivido mai giudizi ispirati a condannarne le ingerenze. In questo Paese i giudici spesso intervengono svolgendo purtroppo una funzione di supplenza e di ultima istanza, perché a non funzionare bene sono i controlli amministrativi ordinari della macchina pubblica. Quando poi interviene, magari a lavori avanzati o a gare aggiudicate, tutti gridano al fatto che così si impedisca lo sviluppo. E’ un po’ come il caso dell’Ilva di Taranto, dove per anni le emanazioni amministrative – sia regionali che nazionali – deputate al controllo ambientale non hanno certo incalzato i privati a fare di più. Poi è arrivata la magistratura e ha fatto chiudere. Ma prendersela coi magistrati non serve a niente, quando sono i controlli ordinari che non funzionano.

Manca solo una settimana al voto. Quanto è lontana la soglia del 4%?

Nel girare l’Italia stiamo vedendo quanto continuiamo a crescere. A giudicare dal numero di persone che ci segue nelle piazze e nei teatri, direi che l’attenzione è sempre più alta. Non do numeri, ma credo che la sera delle elezioni ci sarà una bella sorpresa.

A che si riferisce?

La novità del prossimo Parlamento sarà rappresenta da un quarto o un quinto di uomini che per la prima volta entrano in Aula, espressione della società civile ed estranei alla logica della vecchia politica di centrodestra, centrosinistra e di Monti, tutti con la fondamentale intenzione di negare voti a loro e battersi per altre priorità. Molti saranno gli eletti di Grillo, è vero, però ci saremo anche noi.

E questa lotta vi vedrà insieme?

Beh, abbiamo impostazioni politiche, economiche e finanziarie profondamente diversa da quella di Grillo, ma su alcuni temi possiamo lavorare insieme perché la pensiamo allo stesso modo. E’ il caso della trasparenza, dei minori costi della politica, dell’abbattimento dei quorum dei referendum per renderli validi in ogni caso e dell’abbattimento del numero di firme necessario per le proposte di legge d’iniziativa popolare per obbligare il Parlamento a prenderle in considerazione. Su questi temi, arrivo al punto di chiedere la diretta web per il Consiglio dei Ministri così come avviene per la riprese televisive dei lavori parlamentari. Tutte cose su cui con il Movimento 5 Stelle non solo coopereremo ma renderemo loro impossibile continuare ad andare avanti secondo le vecchie logiche.

Può farci un esempio concreto?

Certo, l’elezione del Capo dello Stato. Con un quarto di parlamentari contrari, i partiti non riusciranno a scegliere una personalità del vecchio mondo dei partiti, sia di destra che di sinistra. O scelgono qualcuno che si pone fuori da queste logiche, che dunque proviene dalla società civile ed è vicino alla condizione di vita di milioni di cittadini e migliaia di imprese in ginocchio, oppure sapremo animare la protesta del Paese.

Una protesta che la politica ha finora ignorato…

Così come ha ignorato il fenomeno Grillo, che protesta contro l’eccessiva spesa pubblica e il sistema dei partiti. Se le vecchie formazioni avessero capito il senso del voto regionale in Sicilia, con un elettore su due che non è andato a votare e più del 18% che ha scelto M5S, magari avrebbero evitato gli errori di ripetere una campagna elettorale come le cinque precedenti, con la dicotomia Berlusconi sì – Berlusconi no. Invece non lo hanno e credo che ne pagheranno le conseguenze.

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