Nella rete della polizia anche un 75enne

Giovani prostitute sfruttate: 12 arresti a Firenze

di Sandro Addario - - Cronaca

Polizia Volante 1

Oltre 120 poliziotti sono stati impegnati negli arresti degli indagati

Colpo grosso allo sfruttamento della prostituzione nella zona di Firenze Nord. Dopo mesi di indagini, intercettazioni telefoniche ed ambientali, la Squadra mobile di Firenze ha arrestato 12 persone, su mandato del gip Erminia Bagnoli. Si tratta di sette albanesi, un tunisino, quattro italiani. Altre 16 persone risultano indagate.

Nella rete sono finiti anche un settantacinquenne italiano proprietario di numerosi appartamenti in Via Baracca, che cedeva in affitto alle prostitute come case di appuntamento. Denunciato anche un panettiere italiano che, appena finito il lavoro notturno nel forno, faceva da tassista alle prostitute, facendosi pagare la corsa in denaro o con prestazioni sessuali.

L’operazione “Shpirti”, che in albanese è sinonimo di “amore” o “tesoro” è stata condotta dai poliziotti della Sezione Criminalità Straniera e prostituzione, diretta dal sostituto commissario Erminia Del Prete e coordinata dal pm Luigi Bocciolini.

Nella notte tra lunedì e martedi, oltre 120 poliziotti sono stati impegnati nella ricerca e nell’arresto in varie zone della città di 12 soggetti, 10 dei quali sono stati condotti a Sollicciano e per altri due è scattato l’ordine di arresti domiciliari.

Sequestrato anche una notevole quantità di droga. Almeno due chili di eroina e mezzo chilo di cocaina, per un valore sul mercato al consumo di non meno di 300 mila euro.

L’organizzazione era fiorente da tempo a Firenze. Costituita in prevalenza da albanesi, sposati a ragazze romene e come tali cittadine dell’Unione europea. Un sistema che permette di ottenere rapidamente anche ai consorti albanesi il permesso di soggiorno in Italia.

I reati contestati vanno dallo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, spaccio stupefacenti, violenza sessuale, porto abusivo d’armi.

Complessivamente venivano sfruttate una ventina di prostitute romene, anche ricorrendo alle maniere forti. In un caso è stato accertata anche la violenza sessuale su una di loro, perché la destinataria “imparasse” ad offrire prestazioni particolari alla clientela, ricavando pertanto compensi maggiori da consegnare al clan. Sequestrate anche pistole, uno sfollagente e un tirapugni per “convincere” le prostitute più riottose.

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Sandro Addario

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Giornalista
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