Nel mirino i derivati Alexandria e Santorini

Mps, azione di responsabilità contro Mussari e Vigni

di Massimiliano Mantiloni - - Economia

Assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi di Siena

SIENA – Via libera quasi plebiscitario all’azione di responsabilità contro gli ex amministratori del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni. Il 99,99% dell’assemblea ha detto sì. Agli ex vertici vengono contestate le operazioni in derivati Alexandria e Santorini effettuate nel 2008 e 2009 per coprire delle perdite. Operazioni sottoscritte con Nomura e Deutsche Bank.

Per noi l’azione della magistratura è estremamente importante perché è la conferma che la nostra azione di responsabilità nei confronti di Mussari, Vigni e Baldassarri e le azioni di richiesta danni nei confronti di Nomura e Deutsche Bank, sono fondate e assolutamente dovute”. Così Alessandro Profumo, Presidente Mps, in uno dei servizi dello Speciale Tg5, diretto da Clemente Mimun, in onda domani sera (30 aprile) su Canale 5. Secondo Profumo “queste azioni potrebbero portare a entrate straordinarie auspicate per la nostra banca, contribuendo a quel percorso di risanamento che abbiamo intrapreso”.

L’assemblea ordinaria di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2012: perdita netta di 3 miliardi e 122 milioni di euro. L’atto è stato approvato con il 98,79% del capitale.

La principale sfida che ha davanti la banca è il rimborso dei Monti Bond. Dobbiamo farcela, è l’unico modo per mantenere l’indipendenza e la sede a Siena. Nulla però è scontato” così il Presidente Profumo. Per riuscire a rimborsare i Monti Bond, il presidente di Mps vede due passaggi decisivi: “Recuperare redditività e aumentare la solidità patrimoniale passando per un aumento di capitale”.

Non abbiamo nessun nuovo azionista all’orizzonte, magari l’avessimo” ha spiegato Profumo, replicando in assemblea ad alcuni azionisti. “La Banca se vuole restare a Siena deve avere un base di capitale; senza questa base, la Banca non potrà più restare a Siena”.

Stiamo cercando di risanare quest’azienda senza praticare un licenziamento” ha spiegato il Presidente Mps circa le esternalizzazioni previste dal piano industriale per la riduzione dei costi dell’istituto senese. “Chi fa queste attività amministrative se restasse nella nostra azienda diventerebbe certamente un esubero”.

“Presenteremo querela contro ignoti per tutelare il patrimonio immobiliare della Banca” ha poi annunciato l’ad di Mps, Fabrizio Viola. Rispondendo poi alle accuse del Codacons che ventilava l’ipotesi di falso in bilancio rispetto all’operazione realizzata con Nomura, Viola ha detto: “Il bilancio è corretto e risponde appieno a quanto dichiarato. Non esistono altre perdite”. Il riferimento è alle operazioni sui Btp legate alle ristrutturazioni di Santorini e Alexandria, pari a complessivi 5 miliardi. Operazioni composte dall’acquisto dei Btp da parte di Mps, da un interest rate swap e da un Repo a lungo termine.

Il presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini si è detto a favore dell’azione di responsabilità contro gli ex vertice della Banca. Secondo Mancini il raggiungimento degli obiettivi del piano è vitale sia per il mantenimento dell’indipendenza strategica della Banca che per il futuro della Fondazione. Preoccupazione per il pesante risultato espresso dal conto economico 2012 ed anche per la perdurante complessità ed incertezza dello scenario nel quale la Banca si trova ad operare, incertezza legata in particolar modo all’esito del confronto con la Commissione Europea per il suo definitivo benestare all’emissione dei cosiddetti Monti bond.

Sul fronte giudiziario, breve colloquio in Procura a Siena tra due rappresentanti di Banca Nomura e i pm titolari dell’inchiesta su Mps. I due rappresentanti della banca d’affari giapponese erano accompagnati dall’avvocato di Nomura, Guido Alleva, che stamattina aveva già incontrato i magistrati senesi per circa un’ora. La visita dei due rappresentanti di Nomura arriva dopo che venerdì scorso il gip di Siena Ugo Bellini non aveva convalidato il sequestro di 1,8 mld nei confronti dell’istituto di credito giapponese, sequestro disposto dai pm senesi insieme a quello di 14,4 mln di euro nei confronti di Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri, ex vertici di Banca Mps.

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Massimiliano Mantiloni

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Giornalista
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