Maggio Musicale, saltano gli stipendi di luglio. Scoppia la polemica con il governatore Rossi

Francesco Bianchi e Enrico Rossi
Francesco Bianchi e Enrico Rossi
Francesco Bianchi e Enrico Rossi

FIRENZE – «Il presidente Rossi ha perso un’occasione per stare zitto. Mi meraviglio che abbia tempo da perdere in chiacchere» dice il commissario del Maggio Francesco Bianchi. Questo l’ultimo (per ora) passaggio di una polemica spuntata ieri sera dopo l’annuncio del mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti della Fondazione musicale per un asserito errore contabile della Regione Toscana. Rossi aveva replicato che non c’era stato alcun errore, invitando Bianchi a curare meglio i rapporti con i soci fondatori del Maggio anziché mandare comunicati. Una miccia esplosiva dunque, ma andiamo con ordine.

Nel primo pomeriggio la Fondazione del Maggio invia un comunicato stampa dove annuncia che il commissario Bianchi ha informato i sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal della «impossibilità di procedere al pagamento delle competenze di luglio spettanti al personale a causa dell’errato versamento, da parte della Regione Toscana, del saldo dei contributi residui 2012 di 590.000 e 88.500 Euro che non sono, allo stato, nella disponibilità della Fondazione. Questo errore non è imputabile in alcun modo alla Fondazione».

La replica del Governatore Rossi non si è fatta attendere. Dopo qualche ora esce una nota dove si precisa che «da verifiche effettuate dagli uffici regionali risulta che il versamento delle cifre a cui fa riferimento nel suo comunicato stampa il commissario straordinario del Maggio Bianchi é stato effettuato una settimana fa». «Con tutta probabilità – dice ancora la nota – la cifra non è nella completa disponibilità della Fondazione in quanto uno dei versamenti sarebbe stato diretto su un conto corrente bancario sul quale grava un fido, dal quale evidentemente la Fondazione deve rientrare. La richiesta di modificare il conto corrente di destinazione del bonifico in oggetto è stata inviata dalla Fondazione agli uffici regionali a liquidazione già avvenuta». E qui l’affondo di Rossi:«Visto come sono andate le cose, suggerisco al commissario Bianchi di dedicare il suo tempo, invece che a inviare comunicati, a curare in maniera più adeguata i necessari rapporti con i soci fondatori del Maggio, soprattutto quelli che pagano regolarmente».

Benzina sul fuoco. Da Bianchi la controreplica ormai in notturna. «Il presidente Rossi ha perso una buona occasione per stare zitto, mentre dovrebbe farsi informare meglio dai suoi uffici, evidentemente inefficienti». «La Fondazione – sostiene Bianchi – non ha chiesto di modificare il conto corrente ma, molto tempo prima che avvenisse il versamento, di bonificare su un determinato conto corrente. Questa è la verità mentre il resto sono chiacchiere e mi meraviglia che il presidente Rossi abbia tempo da perdere in chiacchiere».

Polemiche ed errori (reali o cercati) a parte, l’unica verità inconfutabile è che i dipendenti del Maggio Musicale sono rimasti senza stipendio. E questo crediamo pesi più di ogni altra cosa. Senza contare che, se di vero errore tecnico si tratta, i bonifici bancari si possono sempre stornare. Anche subito volendo, purché le parti (e soprattutto la banca destinataria) siano d’accordo. E il punto, con tutta probabilità, è proprio questo.

 

enrico rossi, francesco bianchi, Maggio Musicale


Sandro Addario

Giornalista

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