La Regione Toscana conferma: sangue infetto ma nessun pericolo di contagio

Una donazione di sangue
Una donazione di sangue
Una donazione di sangue

FIRENZE – La Regione Toscana conferma la notizia anticipata ieri pomeriggio da FirenzePost: due lotti di plasma, oggetto di donazione, sono risultati infetti dal virus dell’epatite C, ma non c’è nessun pericolo di contagio. Avviata un’indagine per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

In una nota emessa nella tarda serata di ieri sabato 10 agosto, dopo la pubblicazione del nostro articolo, la Regione informa che «Il Centro Nazionale Sangue ha comunicato che due lotti di plasma inviati alla lavorazione industriale per la produzione di farmaci plasmaderivati sono stati trovati reattivi al test HCV-RNA (epatite C), uno dei test eseguiti su tutte le donazioni a garanzia della sicurezza del sangue e dei medicinali emoderivati. I due lotti, tutti i prodotti e gli intermedi di lavorazione derivati sono stati identificati, bloccati e non sono stati utilizzati, quindi non sussiste nessun pericolo di trasmissione del virus».

«I campioni sono stati oggetto di test di approfondimento risultati positivi – prosegue la nota – a cura del Centro Nazionale per la ricerca e la valutazione dei prodotti immunobiologici (CRIVIB) dell’Istituto Superiore di Sanità. Uno dei pool in oggetto deriva da plasma raccolto esclusivamente in Toscana in aferesi, l’altro deriva da plasma raccolto in Toscana e Friuli Venezia Giulia da sangue intero che sono confluiti in un unico ordine di processo di frazionamento».

Per la Regione Toscana «il sistema sangue italiano, che pone la massima attenzione alla qualità e alla sicurezza, ha dimostrato anche in questo caso di saper intercettare i problemi che si presentano, prima che si trasformino in pericoli per la salute. Ciò non minimizza la rilevanza del problema, sia dal punto di vista etico per la non utilizzazione del plasma generosamente donato da tanti donatori, sia dal punto di vista organizzativo ed anche del danno economico». Secondo quanto risulta a Firenze Post questo danno economico è valutabile in almeno 3 milioni di euro oltre al disagio morale per oltre 20.000 donatori che vedono così inutilizzato il loro sangue.

«La priorità in questa fase – conclude la nota della Regione – di concerto con il Centro Nazionale Sangue e l’Istituto Superiore di Sanità  e con la collaborazione di tutte le strutture trasfusionali, è la ricostruzione di come questa rarissima evenienza possa essere accaduta ed i conseguenti provvedimenti tecnici. La Regione Toscana ha insediato uno specifico gruppo di lavoro per la gestione dell’evento».

 

sangue, sanità


Sandro Addario

Giornalista

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