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Il giorno rubato

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Il giorno rubato
Marco De Franchi
Lepre Edizioni
pagg. 334

Il libro di Marco De franchi è un viaggio intorno ad una data: il 13 marzo 2007. Una data che sembra essere stata cancellata dalla memoria.
Lo scrittore Valerio Malerba, studioso di cose soprannaturali, cerca di capirne il motivo ed inizia il suo percorso attraverso piccoli indizi…

Su internet sembra essere stato cancellato, nessuno è mai morto e nessun essere umano è venuto alla vita..
I giornali non sembrano essere usciti, diari e blog sembrano essere spariti.
Cosa nasconde davvero questa data?
Malerba trova una videocassetta di quella data… ma è un vero e proprio rincorrere un incubo tra morti e frasi non dette in una Roma mai così noir e densa di mistero.
Una corsa contro il tempo per capire chi sta giocando con la vita delle persone.

Il libro inserito nella Collana Fantastico Italiana, diretta da Luigi De Pascalis, è davvero avvincente.
Malerba non è estraneo a fatti soprannaturali e li racconta con la sua solita razionalità, ma sarà proprio l’irrazionalità a piombare d’un tratto nel suo mondo, distruggendo le sue certezze alla ricerca del giorno rubato.

De Franchi descrive benissimo Roma, con la lente puntata sul mistero, una città nel suo lato oscuro ove ritorna in auge il culto di Mitra e della Mater Matuta, culti pagani remoti fatti da entità che si macchiano di sangue, che popolavano il territorio laziale prima dell’avvento di Roma.

E’ un romanzo che impasta molte cose insieme, mescolandole tra di loro, in un teatro ove violenze e follia sembrano la sceneggiatura di una tragedia ove la società civile sta cadendo. Roma è disegnata attraverso i templi, le strade antiche che riecheggiano il passato: il Foro Boario, la Bocca della Verità, sanpietrini che caratterizzano vicoli ove il passato è il presente e dove piccole librerie fanno la loro apparizione per poi sparire.
La storia è ben architettata e coinvolge il lettore, in un vortice di eventi, ove gli occhi non si scollano, quasi per paura di lasciare il libro ove lo si è lasciato, temendo quasi una fine che sembra non arrivare mai.
Da leggere.
Voto 4 su 5

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